Campidoglio, la denuncia di Carteinregola: «Verificate quel voto dell’Assemblea» (VIDEO)

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Durante l’ultima assemblea capitolina del tardo venerdì scorso verso le 18,30 il consigliere Fernando Aiuti del Pdl arrivava in aula dopo la fine delle votazioni lamentando che qualcuno aveva votato al posto suo durante questa assenza.

Il Presidente Pomarici, di fronte alle proteste del consigliere del Pdl aveva annullato l’esito di quella votazione, ma numerosi cittadini, l'osservatorio “Carteinregola” che raggruppa numerosi comitati di cittadini e Cittadinanzattiva Lazio che da tempo seguono le sedute del Consiglio, hanno scritto una lettera a Pomarici segnalando anche la presenza di un video su Youtube, in cui risulta documentato tutto lo svolgimento della controversa votazione.

Nella lettera si legge che anche se le votazioni sono state in seguito annullate e le delibere reinserite all’ordine del giorno delle prossime sedute è «indispensabile che sia dissipato ogni dubbio e sospetto sulla correttezza delle procedure assembleari». Per questo chiedono al Presidente Pomarici di «accertare se la falsa votazione sia stata causata da un guasto tecnico (e, nel caso, come sia accaduto) o se piuttosto non vi sia stato un utilizzo non autorizzato del badge da parte di qualche consigliere che abbia abusato delle proprie prerogative votando al posto di colleghi in quel momento assenti dall’Aula».

Se l’ipotesi di un indebito uso del badge di consiglieri assenti fosse confermata «si tratterebbe di un gravissimo episodio che, oltre a falsare le risultanze non solo dal punto di vista dei voti favorevoli o contrari, ma soprattutto da quello delle presenze necessarie per il numero legale, sarebbe particolarmente offensivo nei confronti di tutti i cittadini, a cominciare da quelli presenti». Insomma, un insulto per quei cittadini che si recano alle sedute assembleari per assistere alla discussione e alle votazioni «che si troverebbero ad essere testimoni di violazioni compiute disinvoltamente sotto i loro occhi, in totale spregio di quelle regole, di cui gli eletti in Consiglio dovrebbero essere i più fieri sostenitori».