L’esordio di Sassoli: «Sì a primarie allargate»

0
40
 

 

Una città con il bilancio tecnicamente al default . Tutti gli esperti dicono che con un bilancio non corretto non è possibile far andare avanti i progetti, accedere ai finanziamenti europei. Mentre Roma ha bisogno di risorse». Ha esordito così David Sassoli, candidato alle primarie per il sindaco di Roma che ha presentato ieri la sua campagna.

Tanti manifesti con i volti delle persone comuni e la scritta: “Il mio nome è David Sassoli”. E’ la scelta comunicativa dell’agenzia The Washing Machine, curatrice della campagna, una scelta un po’ americana. Un modo per dire che il cambiamento deve partire dai cittadini, «dalla loro rabbia». E motivi di rabbia ce ne sono tanti «perché Roma da tempo ha smesso di essere accogliente. Non riesce più ad esserlo neanche con i turisti, tanto che non ha neanche un assessore al turismo. I problemi devono essere aggrediti – dice Sassoli – a partire dal funzionamento dei trasporti».

Una città che cade a pezzi. «Il primo atto da sindaco – dice il candidato – potrebbe essere quello di fare una convenzione con gli artigiani, municipio per municipio, per riparare i guasti ». La campagna di ascolto inizia oggi da Ostia, appuntamento alle 10,30 al teatro Fara Nume e proseguirà quartiere per quartiere, un viaggio nelle città dentro la città. «Non parliamo più di periferie», specifica il candidato «i cittadini del centro e quelli che vivono oltre il raccordo anulare devono avere gli stessi diritti». E sulle primarie: «Devono essere allargate, una grande occasione per la città di adottare il proprio candidato sindaco».