Profiti: «Per Idi inevitabile la cessione ai privati»

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Inevitabilmente dobbiamo pensare alla cessione ad un privato» del gruppo Idi. Lo ha detto ieri mattina il delegato vicario per l'Idi Giuseppe Profiti riaprendo così il confronto anche politico sul futuro del grande ospedale della congregazione religiosa in dissesto economico. Superata lo scoglio delle elezioni, con l’insediamento del nuovo presidente la vicenda dei lavoratori e delle strutture sanitarie religiose si riapre.

Ieri Profiti, presente all’Università Cattolica insieme a numerose autorità tra le quali era presente anche il neo presidente della Regione Nicola Zingaretti ha tenuto a sottolineare che «per far entrare il privato serve una situazione che abbia un’attendibilità dal punto di vista gestionale». Nessuno scarico di responsabilità dunque, ma un obiettivo preciso da perseguire per riportare Idi e ospedale San Carlo su un binario di sostenibilità.

«Da quando ci siamo insediati – ha fatto sapere – ci sono già due offerte che riguardano tutte le strutture del gruppo e che ora valuteremo. Direi che l'idea è quella di cederle completamente o al massimo di mantenere una presenza legata alla continuità dell’opera». «E’ opportuno che la gestione si adegui ai tempi». Ragionamenti che su un piano teorico appaiono virtuosi, ma che ancora non è chiaro quali riflessi potranno avere sulla dimensione organizzativa e su quella occupazionale. Nei mesi scorsi erano infatti stati annunciati ben 300 licenziamenti contro i quali i lavoratori si sono sempre opposti con manifestazioni e il supporto dei sindacati, ma anche rimanendo al loro posto lavorando pur senza percepire lo stipendio per mese. Da questo punto di vista ieri Profiti ha voluto allargare lo sguardo senza nascondere i problemi: «L’ospedale, secondo la programmazione regionale, produce un’attività che può essere svolta da 1.000-1.100 persone. Averne di più, significa creare un problema per tutti i 1.500 dipendenti e non soltanto per 300 i esuberi».

«I lavoratori hanno tutta la mia comprensione e ammirazione – ha proseguito Profiti – per il sangue freddo mostrato in questi mesi durante i quali non hanno percepito stipendio ma il nostro grande problema è la produzione che ci ha dato e ci dà la liquidità necessaria per garantire i pagamenti anche quello del mese prossimo». Profiti ha chiarito che il problema di 300 persone non puù diventare quello di 1500. Ma intanto ha voluto ricordare: «E’ già stata contattata la Regione per la Cassa integrazione guadagni e per tutti gli altri strumenti possibili in questo momento – ha concluso Profiti – siamo fiduciosi in merito a questo percorso». Sul fronte dei dipendenti è intervenuta l’associazione dei medici Anmirs che ha ritenuto «assolutamente necessario che le istituzioni locali facciano attivamente la propria parte, collaborando da subito con l’amministrazione del gruppo affinché sia al più presto predisposto un serio piano che rilanci le strutture, partendo però dal ritiro immediato dei licenziamenti previsti e dalla tutela della natura ospedaliera e no profit delle stesse».

Anche i sindacati, in una lettera rivolta direttamente a Zingaretti hanno spiegato che «Lo scorso 21 gennaio con il verbale di incontro sottoscritto con il Commissario Dott. Palumbo, si era decisa la convocazione di un tavolo per affrontare la drammatica situazione IDI – San Carlo di Nancy – Villa Paola, impegno a cui a tutt’oggi, non si è dato seguito» e hanno chiesto «l’apertura immediata del tavolo per poter ricercare tutte le soluzioni per rilanciare una eccellenza della sanità del Lazio e salvaguardare tutti i lavoratori». Zingaretti ha raccolto gli appelli e assicurato che «la Regione sarà presente per accompagnare e aiutare le trasformazioni e l’evoluzione che ci sarà» e ha aggiunto «ho dato mandato ai miei uffici per convocare in Regione nei prossimi giorni un tavolo di confronto sull'Idi». In serata il comunicato: «L’incontro fra le organizzazioni sindacali e i nuovi vertici del Gruppo Idi Sanità, svoltosi oggi, si è concluso con un accordo sulla “necessità di coinvolgere immediatamente la Regione Lazio per attivare ad attivare tutti i possibili strumenti che salvaguardino l'occupazione e nel contempo siano idonei sia al superamento dello stato di crisi aziendale sia al rilancio delle attività del Gruppo Idi Sanità”».

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