Campidoglio, Tensione primarie| I dubbi di Ignazio Marino e le incertezze del Pd

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Il tormentone primarie del Pd non ha mai fine mentre i possibili candidati si stanno dando un gran da fare per raccogliere firme entro lunedì. Della scrematura di cui ha parlato sabato scorso in assemblea il segretario cittadino del Pd Marco Miccoli per ora non se ne vede ombra. Evidentemente l’ebollizione nel pentolone democratico non è ancora a buon punto. Il fatto è che la stampa di questo tormentone non si è ancora stufata anzi, ci sguazza e finisce per assediare il professor Ignazio Marino a suo tempo indicato da Goffredo Bettini quale favorito nella corsa, ma che oggi raccoglie consensi anche da una parte importante del Pd capitolino. Così ieri accade che a margine dell’inaugurazione dell’università del Sacro Cuore, il professore si sia sentito rivolgere la fatidica domanda «si candida o no?». Marino, che negli Usa ci ha lavorato a lungo, si è schernito in inglese con il solito compassato «No comment» aggiungendo: «Sono qui per ascoltare i discorsi degli altri». Poi ha fatto un po’ lo spiritoso e ha detto che «dei candidati ci saranno. Io al momento non sono candidato». Ahi ahi ahi professor Marino, la risposta non è giusta (come avrebbe detto nel secolo scorso Mike Buongiorno) perché la frase “al momento” non esclude affatto la sua partecipazione in un “momento” successivo, magari fra qualche ora.

Il fatto è che l’on. Umberto Marroni, il quale si fregia più che di un titolo di un curriculum (parlamentare Pd, capogruppo in Campidoglio e candidato alle primarie del centrosinistra a sindaco di Roma) nel partito romano conta ancora qualcosina e Marino alle primarie non ce lo vuole proprio. Magari Sassoli gli va ancora bene e ci fa gli accordi, ma il cardiochirurgo proprio no perché troppo vicino a Bettini. Si riaprono così le vecchie storie di questo partito romano e le ferite mai lenite nemmeno dagli unguenti del segretario regionale Gasbarra a suo tempo eletto con larga maggioranza, contrariamente al neo onorevole Miccoli che è diventato segretario per un pelo.

Così il Marroni torna a punzecchiare (come fa scrivere nel suo comunicato) Ignazio Marino, e twitta (come fanno ormai tutti i potenti della terra, papi inclusi ): «Oggi leggo giornali che strateghi della vecchia politica vorrebbero dare a Marino vestito finto civico. Capo di corrente Pd…». Dove con “strateghi” si indica Bettini e “vecchia politica” quella che consentì al centrosinistra di governare per alcuni lustri. Mentre nel Pd romano le fazioni del bel tempo che fu continuano a scannarsi con la luminosa prospettiva di consegnare la Capitale a un sindaco Grillino se non addirittura di far rivincere Alemanno (orribilis dictu), qualcuno la campagna elettorale la sta facendo pancia a terra come l’eurodeputato Sassoli che oggi presenta la sua campagna in una conferenza stampa nella sede del proprio comitato in via dei Cerchi 75. E Marchini candidato cheffà? Alfio non sta più nella pelle perché il papa è argentino e comunica la sua «gioia particolarmente sentita, (da lui) molto legato all’Argentina che considera una seconda patria, anche perché è lì che sono nati due dei suoi figli». Olè. A dire il vero qualcuno sussurra che Marchini il nuovo papa lo conosca molto bene, anzi ne sia un sincero e personale amico anche perché in Argentina Marchini non ci ha solo fatto nascere i figli e giocato a polo, ma ha fatto anche impresa e alla grande.

Bell’assist, ma Alfio non si sbilancia più di tanto (la fede è un dono, la Chiesa è libera ma in libero stato come ha affermato nella trasmissione della Gruber a La7) e umilmente continua la sua campagna di ascolto fra la gente dei territori. L’altro ieri ad esempio se n’è andato a Casalotti, nel XVIII Municipio, accompagnato dai rappresentati dell’associazione di quartiere “Casalottilibera” che da anni si batte per favorire la partecipazione civile alla vita pubblica, visitando in particolare il Parco della Cellulosa. Ovviamente Alfio non è il solo candidato civico, sempre che non si presenti alle primarie della sinistra. C'è anche l'ex assessore alla cultura di Alemanno Umberto Croppi che già occhieggia da numerosi manifesti, ma che ancora non riesce a bucare schermi e carta stampata. Si vedrà. Sopra tutti sovrasta l'ombra dell’ancora innominato: il candidato grillino che democraticamente indicato da qualche centinaio di “smanettoni” in rete, fa già i conti di tutti i voti che M5S si è preso alle politiche nella Capitale. Meditate gente, meditate. Giuliano Longo