L’era Zingaretti: ieri l\’insediamento del neo presidente della Regione Lazio

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Arriva puntualissimo alle 17,30 il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ma davanti agli uffici di via Cristoforo si presenta con la sua auto privata, una Renault Scenic, salutato dagli applausi dei presenti.

Al momento di varcare la soglia del palazzo non è stato accolto dall’ex governatrice Renata Polverini evidentemente poco avvezza a quegli atti di fair play che danno un tocco di stile, ma dall’ex vicepresidente, Fabio Armeni e dall’ex capo di Gabinetto, Pietro Zoroddu.

Così ha inizio la cerimonia di insediamento accompagnato dal suo staff che si è spostato dalla sede del comitato elettorale a poche centinaia di metri per accompagnare il suo presidente. L’emozione fra chi ha contribuito alla vittoria di Nicola è palese, ma a questo punto fuori dalle formalità dell’evento Nicola Zingaretti entra nel vivo delle sue intenzioni, intanto precisando di voler essere «il presidente di tutti a prescindere dall’orientamento politico» ma con l’impegno di fare tutto il possibile «per dare una mano all’Italia che ne ha bisogno, alla crescita, allo sviluppo e alla costruzione di una fase nuova anche per l’economia nazionale».

Ma per Zingaretti è prioritario «ricostruire la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni». «Sono sereno -prosegue- in questo momento il mio pensiero va a tutti i cittadini e le cittadine della regione Lazio, a coloro che hanno guardato a noi con grande speranza, non ci siamo dimenticati e lavoreremo pancia a terra per essere degni di questa fiducia». Ed è proprio alle famiglie che «vivono il presente con una grande paura» che Zingaretti assicura «ci rimboccheremo subito le maniche e ci metteremo a lavoro per la nostra comunità». A cominciare dalla politica che dovrà dare "grandi segnali di austerità, sobrietà, umiltà e di un modo di gestione della cosa pubblica all’insegna della trasparenza e della legalità».

Poi si è affacciato dalla finestra del suo studio levando sorridente la mano in segno di saluto e di vittoria. Gli adempimenti della giornata del neo governatore erano iniziati nella mattinata con la proclamazione avvenuta nella sede della Corte d’Appello di Roma dove Nicola Zingaretti ha prestato giuramento alla presenza del presidente della Corte d’Appello Giorgio Santacroce.

Sempre ieri l’ufficio elettorale circoscrizionale della provincia di Roma ha proclamato ufficialmente i consiglieri che occuperanno gli scranni della Pisana. Il conteggio ufficiale ha confermato l’assegnazione dei seggi ai partiti e tutti i consiglieri che risultavano eletti in base ai dati ufficiosi forniti dal Viminale all’indomani del voto del 24 e 25 febbraio. Il Pd a Roma elegge dieci consiglieri; la lista civica Zingaretti due; Sel, Psi e Centro Democratico uno a testa; il Pdl sei; Fdi uno; La Destra uno; la lista civica Storace uno; M5S cinque; la civica Bongiorno uno. A questi consiglieri, per comporre il quadro definitivo del nuovo consiglio regionale bisogna aggiungere i dieci eletti nel listino Zingaretti e gli altri consiglieri eletti nelle altre province.

A tempi ormai stretti verrà convocato il Consiglio alla Pisana per la nomina del suo presidente e delle commissioni, mentre il governatore formerà la sua Giunta. C’è attesa per capire i criteri che Nicola Zingaretti adotterà nel scegliere assessori che siano essi stessi consiglieri eletti o esterni di alto profilo professionale. Un lavoro che il presidente sta svolgendo nella massima discrezione.

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