Prende il via il conclave: «Nera la prima fumata»

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Conclave oggi al via tra non poche incognite. Diversamente dal 2005 manca un candidato centrale subito chiaro sul quale far convergere i voti e quello che sembra profilarsi è invece un progressivo processo di “scrematura”, a partire dai nomi più celebri come quello dell’arcivescovo di Milano Angelo Scola o quello del brasiliano Pedro Odilo Scherer.

Con una particolarità che l’Italiano, forte di una rete costruita negli anni, sarabbe maggiormente sostenuto da voti stranieri, mentre il brasiliano, rappresentante del Paese più cattolico del mondo (160 milioni, all’interno della cattolicissima America Latina) troverebbe più voti tra i porporati italiani. Tante altre ipotesi si fanno in queste ore, e tutte cercano il “bandolo” di un Papa che sia capace di tenere insieme una Chiesa sempre più globalizzata e un cattolicesimo sempre più spostato lontano dall’Europa. Ma anche una Chiesa che, come richiamato dal Papa Emerito Benedetto XVI sappia tornare al Vangelo e si adoperi concretamente per realizzare i dettami del Concilio Vaticano II.

Tra tante domande e dubbi, quel che invece sembra certo sarà il primo responso del comignolo da oggi al centro dell’attenzione mondiale: «La prima fumata, attesa dopo le ore 20 di domani, difficilmente avrà esito positivo essendo la prima votazione» ha affermato ieri padre Federico Lombardi. Poi nel corso dell’incontro Lombardi ha ricordato che la “Missa Pro Eligendo Romano Pontifice” sarà celebrata oggi alle ore 10 dal cardinal Decano e concelebrata da tutti i cardinali. L’omelia sarà in italiano. Inoltre il neo eletto papa, prima di affacciarsi al balcone della Basilica di San Pietro, questa è una novità assoluta, si fermerà nella cappella paolina a pregare. Ieri mattina intanto si è svolta l’ultima congregazione generale, la decima: i cardinali sono usciti nel massimo riserbo e non hanno concesso nemmeno una parola alla folla di giornalisti che ha provato a interrogarli.

Sempre ieri, insieme agli ultimi preparativa della Cappella Sistina hanno giurato in Vaticano le circa 90 persone che aiuteranno e collaboreranno ai lavori del Conclave. Hanno fatto il giuramento di riservatezza confessori, ascensoristi, medici e infermieri di servizio nei giorni dell’elezione del nuovo Papa: per loro prevista non solo la clausura nella stessa area residenziale riservata ai cardinali, ma anche la strettissima consegna del silenzio, anche in futuro, e vere e proprie sanzioni in caso di violazioni del segreto su tutto quello che avranno visto e sentito all’interno del perimetro protetto. Per loro Ratzinger ha introdotto la scomunica immediata e il rispetto di questa formula: «Prometto parimenti e giuro di astenermi dal fare uso di qualsiasi strumento di registrazione o di audizione o di visione di quanto, nel periodo della elezione, si svolge entro l’ambito della Città del Vaticano, e particolarmente di quanto direttamente o indirettamente in qualsiasi modo ha attinenza con le operazioni connesse con l'elezione medesima».

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