Regione Lazio: Pisana, il Consiglio che verrà

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Che Consiglio regionale sarà quello che tra meno di un mese comincerà i propri lavori? Sono in molti a porsi il quesito dopo gli scandali che hanno coinvolto Fiorito e Maruccio ma che hanno sfiorato l’intero consiglio minando la fiducia nella stessa istituzione. Sarà una Pisana che dovrebbe avviare una profonda e speriamo, definitiva cura dimagrante. Il taglio più importante alle spese è proprio quello che riguarda i consiglieri.

Tra tagli degli stipendi e diminuzione del numero dei consiglieri da 70 a 50, soltanto la voce emolumenti, genererà un risparmio di circa 5 milioni all’anno. Anche la diminuzione delle Commissioni, decisa nell’ultimo burrascoso Consiglio del 2012, che passano da 16 ad 8, porterà un risparmio totale di circa 1 milione di euro. La sforbiciata più rilevante la subiranno proprio i gruppi consigliari.

Non si parla soltanto dell’abolizione dei famosi 14 milioni destinati al funzionamento dei ai gruppi consiliari che hanno generato l’indignazione popolare, ma anche di un sostanzioso taglio al numero dei dipendenti di diretta collaborazione.

Nel vecchio sistema ogni gruppo aveva una dotazione che cresceva numericamente in base al numero dei Consiglieri iscritti. Per esempio un gruppo da 1 Consigliere poteva avere 7 dipendenti incluso un Capo segreteria ed un addetto stampa, un gruppo da 2 Consiglieri assumeva 10 persone e così via. Una delibera “estiva” dell’ufficio di presidenza, nata con la prospettiva di recepire il decreto Monti sulla spending review, ha previsto, viceversa che da ora in poi ogni consigliere potrà avere uno ed un solo collaboratore. Facendo un rapido calcolo a spanne e considerando almeno 100 dipendenti in meno a 30 mila euro lordi all’anno, ecco che si arriva ad altri 3 milioni di euro di risparmio ed è una somma veramente molto indicativa.

La stessa delibera dell’Ufficio di Presidenza ha stabilito, inoltre, che non potranno esistere gruppi “Monocellulari” (ovvero con un solo componente) oltre quelli usciti dalle urne. Quindi in teoria, se i voti hanno consentito la formazione di 10 gruppi consiliari, questo numero non dovrebbe essere suscettibile di cambiamento per l’intera durata della consiliatura. Meglio sarebbe se i mono gruppi in quanto tali venissero aggregati alle coalizioni di partenza . Silvio Marino