Atac esce da Metrebus? Pagano i pendolari

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Una guerra tra la Regione e l'Atac che porterà limitazioni delle corse di treni e autobus e un aumento delle tariffe. Lo afferma Giovanna Vitale su La Repubblica che racconta delle due lettere che l’ad dell’Atac, Carlo Tosti, avrebbe inviato sulla situazione dell’azienda a seguito dell’annuncio dei tagli regionali al trasporto pubblico fatto dall’assessore Francesco Lollobrigida.

La regione, infatti, taglierà circa 40 milioni ai fondi relativi alle ferrovie ed altrettanti a quelli del trasporto cittadino. Per questo l’Atac, avrebbe scritto Tosti nella prima lettera, sarà costretta – dal 1° gennaio 2012 – a “sospendere e/o limitare l'esercizio” sulle linee Roma-Lido, Termini-Giardinetti e Roma-Viterbo, valutando se scorporare dalla società, d'intesa con il socio unico Roma Capitale, il ramo d'impresa interessato: il che comporterà la restituzione di treni, infrastrutture e personale, con inevitabili disservizi per gli utenti. Nell’altra lettera, inviata al Consorzio Metrebus, avrebbe notificato l’avvio delle procedure per disdire il contratto che lega Atac con Cotral e Trenitalia, comportando la necessità per gli utenti di dover acquistare due biglietti per le tratte che fin’ora ne richiedevano soltanto uno. Inoltre, l’azienda capitolina potrà aumentare il costo del biglietto a 1,5 euro senza aspettare l’ok della regione.

L’ipotesi viene smentita dalla Polverini, in quanto “ad oggi – si legge in una nota – non è stata annunciata nessuna riduzione dei contratti di servizio né trasferimenti agli enti locali da parte della Regione Lazio”. Secondo la presidente della regione, nella riunione “sono state illustrate le risorse al momento disponibili nella legge di stabilità 2012” che però prevedono una riduzione dei fondi di 160 milioni.

Vista la situazione poco chiara, sono molte le dichiarazioni del centrosinistra che esprimono preoccupazioni, a cominciare dal Presidente della Provincia, Nicola Zingaretti. “Credo che la ventilata ipotesi di uscita dell’Atac da Metrebus comporterebbe conseguenze pesanti sulla vita dei cittadini di Roma e della provincia – ha dichiarato in una nota – infatti i pendolari vedrebbero diminuiti i servizi a loro disposizione e sarebbero costretti a usare il mezzo privato per entrare e uscire da Roma, e per i cittadini romani aumenterebbe così il traffico urbano. In questa situazione credo che debbano essere rafforzate le politiche di trasporto innovative per l’intera area metropolitana, con la conseguente incentivazione dell’uso del mezzo pubblico. Mi auguro che questo progetto venga rivisto e ripensato”. 

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