Malagrotta, dossier shock dell’Ispra

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Le falde di Malagrotta sarebbero inquinate dalla presenza di metalli, arsenico e ferro e il terreno, contaminato dal mercurio e da una pericolosa sostanza cancerogena, l'N-butylbenzenesulfonamide. A lanciare l’allarme sull'area di Valle Galeria che comprende la discarica di Malagrotta è un dossier dell’Ispra, l'istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, vigilato dal ministero dell'Ambiente. Tuttavia, a poco più di tre mesi dalla prevista chiusura della discarica di Malagrotta, che dovrebbe avvenire il 31 dicembre 2011, si è ancora alla ricerca di un luogo che raccolga le 1.500 tonnellate di rifiuti al giorno attualmente scaricate nell’impianto.

Eppure, malgrado l’urgenza, per il sindaco Gianni Alemanno Roma non corre il rischio di ritrovarsi come Napoli e la Campania: “Il prefetto Pecoraro da quando ha assunto l'incarico di commissario, sta svolgendo una riunione ogni settimana con tutti i responsabili politici e tecnici a livello regionale e comunale. Si sta muovendo con la massima decisione e sono assolutamente sicuro che si riuscirà a gestire la questione. Bisogna fare in fretta con il sito alternativo, è questione di settimane per l'indicazione e per l'avvio dei lavori e quindi non ci sono rischi”. “I dati Arpa – ha proseguito Alemanno – sono comunque positivi e quindi non ci sono allarmi particolari neanche da questo punto di vista. Massima allerta ma sono convinto che non ci sarà alcuna emergenza”.

Si mostra scettico, invece, il senatore dell'Idv Stefano Pedica: “non esiste la cultura per la difesa dell'ambiente, e nessun dossier potrà far capire a chi non vuol capire che per salvare Roma dall'immondizia e dall'inquinamento servono persone capaci e responsabili. Fino ad oggi non esiste un piano per un nuovo sito, ma solo proposte che poi rientrano per le proteste dei cittadini, e meno male che Cerroni non chiude, altrimenti Roma sarebbe invasa dai rifiuti”.

Un gruppo di militanti dei Verdi guidati dal presidente regionale del Lazio, Nando Bonessio, hanno manifestato questa mattina davanti all'ingresso della Regione Lazio per chiedere alla governatrice Polverini di approvare una dichiarazione dello stato di alta criticità per la valle del Galeria. "C'è già una mozione presentata dalla Pisana a gennaio – hanno spiegato Angelo Bonelli e Nando Bonessio – che metterebbe a riparo quell'area da qualsiasi ulteriore realizzazione di impianti inquinanti".

Secca la replica di Renata Polverini: “Loro fanno il loro mestiere, ma l'Ue ci ha già sanzionato grazie al lavoro che non è stato fatto da governi sostenuti anche dai Verdi”. L'intenzione dei Verdi, a questo punto, è quella di rivolgersi alla procura "per verificare eventuali responsabilità per gli omessi controlli". Procura che, nel frattempo, si sta già muovendo con un’indagine per omicidio colposo, avviata dopo la morte per tumore di 4 persone che abitavano nella zona.