Atac compra nuovi treni ma sta tagliando le corse

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Giovedì l’amministratore delegato di Atac Carlo Tosti annunciò trionfante di aver bandito una nuova gara per dotare la linea della metro B di 15 nuovi treni super moderni. Il minimo che un'azienda dovrebbe fare se non vuole rischiare con materiale rotabile obsoleto che soprattutto sulla linea B vessata da ricorrenti segnali di inadeguatezza spesso riferiti nelle cronache. Comprendiamo anche che Tosti insieme al direttore generale Cassano, da pochi mesi sulle rispettive poltrone debbano dimostrare "di aver portato a casa qualcosa" per un'azienda ormai segnata dal marchio di "parentopoli" di bertucciana memoria.

Quindi gasato dai dati semestrali di un'azienda patrimonializzata solo grazie al conferimento dei beni immobili (rimesse, depositi ecc.) che furono di Atac Patrimonio, l'ad ha voluto affrontare le recenti polemiche sull'aumento del costo del biglietto affermando che «molte cose che ho sentito nei mesi scorsi sono errate. Il prezzo del biglietto da 1 a 1,50 euro oltre ad essere previsto da una leggeregionale del 2003 non è stato mai toccato da quando e' in vigore», pertanto non si tratterebbe di un aumento del 50% perché spalmato negli negli ultimi otto anni nei quali avrebbe dovuto decorrere equivarrebbe solo al 14%. Calcolo opinabile, ma la cosa più significativa, visto che l'aumento della tariffa è inevitabile e ad esempio è già stato applicato a Milano, riguarda il taglio della manovra finanziaria ai trasporti locali. Ed è qui che Tosti mette le mani avanti e preconizza pesanti sacrifici. «Stiamo in questi giorni attendendo, dice infatti Tosti, l'evoluzione e se i tagli annunciati verranno confermati, andremo a discutere il nostro prossimo contratto di servizio con gli enti locali (RegioneLazio e Comune di Roma) consci che dovremo, come Atac, rimodulare il nostro piano industriale».

Eppure c'è qualcuno che in qualche modo e quatto quatto la rimodulazione la sta già attuando. Massimiliano Valeriani, consigliere capitolino del Pd il quale spiegava ieri che il contratto di servizio di Atac stabilisce un numero di chilometri per il trasporto di superficie su gomma annui e mensili. Chilometri che i mezzi dell’Azienda devono percorre per garantire un servizio adeguato su tutta Roma. Ma per il consigliere proprio nei mesi di giugno e luglio, i più caldi e difficili, nei quali tutti lavorano o vanno ancora a scuola, Atac ne ha falciato un cospicuo numero. Se infatti a giugno ne doveva percorrere 9.876.000 di chilometri, ne ha fatti 576.000 in meno. A luglio dove i chilometri previsti erano 9.584.000, ne ha sottratto ben 555.000. una somma che in soli due mesi supera un milione di chilometri. Insomma. Atac non è davvero così virtuosa come si è voluto far credere ai cittadini, comunque stressati da lunghe attese verificate da tutti noi in questo periodo. «Chissà – aggiunge Valeriani- con questo ritmo, quanto servizio di trasporto pubblico in meno avranno i romani alla fine dell’anno. Forse anche le peggiori previsioni saranno più ottimistiche rispetto ai dati veri e questo accadrà perché sarà la naturale conseguenza di tre anni di saccheggi e di indebolimento dell’esercizio operato da questa maggioranza nei confronti dell’Azienda. La destra prima sa».

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