Tbc, il Tar vuole gli atti dell’inchiesta

0
28

Entro 15 giorni la Regione Lazio dovrà depositare al Tar del Lazio tutti gli atti relativi all'inchiesta sul contagio da Tbc nel reparto di Neonatologia del Policlinico Agostino Gemellì di Roma. Lo ha deciso il consigliere delegato della III sezione quater del tribunale, Giuseppe Sapone, dopo l'audizione di ieri mattina che ha visto i legali del Codacons e dell'avvocatura regionale convocati per una discussione preliminare del ricorso proposto dall'associazione di consumatori per contestare la composizione della Commissione d'indagine nominata dal governatore del Lazio, Renata Polverini.

Commissione secondo il Codacons illegittima per «conflitto d'interesse», dal momento che gli stessi componenti sono «dipendenti da strutture sanitarie regionali il cui operato è controllato dalla stessa regione». In particolare, il Tar ha ordinato all'amministrazione di depositare «tutti gli atti ivi compresi i relativi verbali da cui si possa evincere l'individuazione dell'arco temporale dell'indagine relativa al contagio della tubercolosi» all'interno del reparto di Neonatologia del Gemellì. Fissata al 28 settembre prossimo la camera di consiglio per la trattazione del ricorso in sede collegiale. Intanto sul caso dei bambini positivi al test della Tbc si è costituita una class action guidata dall'avvocato Giulia Bongiorno, il cui figlio nato a gennaio è rientrato nell'ultima tornata dei neonati sottoposti a monitoraggio dalla Regione Lazio poi risultato negativo al test.

L'avvocato racconta che dopo aver letto le notizie ad agosto, decise di chiamare il Gemelli per essere tranquillizzata e le risposero che non c'era nulla di cuoi preoccuparsi in quanto il figlio era nato a gennaio e l'infermiera aveva cominciato a lavorare a febbraio. Successivamente lo hanno però lo stesso sottoposto al test a cui è risultato negativo. A Giulia Bongiorno ha risposto ieri il Policlinico A. Gemelli: «Da parte del Gemelli non vi è stata, mai, alcuna menzogna ai genitori. – si legge in una nota – È fonte altresì di sorpresa che un operatore del Gemelli, a cui l’On. Avv. Buongiorno si è apprezzabilmente rivolta come una qualunque cittadina, possa aver dichiarato che 'l’infermiera in questione ha cominciato a lavorare successivamente a febbraio. Se un tale fatto venisse provato, incontrerebbe le dovute censure e misure disciplinari  Certamente l’On. Avv. Giulia Bongiorno potrà riferire quali siano stati i suoi interlocutori, quanti appartengano al Policlinico 'A. Gemelli', e chi fra loro abbia fornito l’informazione in questione».