Atac, aumenti delle tariffe in arrivo

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Finiti all’Atac i tempi di vacche grasse, con assunzioni “facili” per chiamata diretta a beneficio di pochi (si fa per dire), arrivano adesso quelli di vacche magre da scontare collettivamente. Il Consiglio di amministrazione dell’Atac ha infatti approvato questa mattina il Piano industriale con cui si propone di risanare l'azienda entro il 2015. Tra le varie misure per riportare in ordine i conti della municipalizzata che ha chiuso il 2010 con una perdita di 96 milioni di euro, i vertici hanno proposto di adeguare le tariffe del trasporto pubblico.

Passano dunque da 30 a 35 euro gli abbonamenti mensili, da 230 a 280 euro gli abbonamenti annuali e da 1 euro a 1,50 euro il Bit (la cui durata, tuttavia, viene prolungata da 75 a 100 minuti). Restano invariate solamente le tariffe per studenti, anziani, invalidi e disoccupati, 300mila persone in tutto. Gli adeguamenti tariffari sono, al momento, una proposta che dovrà essere accolta dal Campidoglio e dalla Regione Lazio prima di entrare in vigore a partire dal 2012.

Duro il commento giunto dal presidente del Codacons, Carlo Rienzi: «La decisione dell'Atac di portare il costo dei biglietti di bus e metro da 1 euro a 1,50 euro, può essere definita solo una follia!». «Non vorremmo che i vertici Atac abbiano preso tale decisione dopo essere stati colpiti da un colpo di calore, magari a seguito di un viaggio sui vagoni della linea B della metro, dove notoriamente si raggiungono temperature africane – ha proseguito Rienzi – L'aumento tariffario in questione è assolutamente ingiustificato, in quanto non corrisponde ad alcun aumento della qualità del servizio, che anzi tende a peggiorare costantemente. Se il Comune di Roma avallerà tale proposta, ci opporremo con tutti i mezzi, ricorrendo al Tar del Lazio e in ogni altra sede». Per Rienzi «nemmeno l'aumento della durata del biglietto, da 75 a 100 minuti, può in alcun modo giustificare il rincaro: nessun utente, infatti, viaggia per quasi due ore consecutive sui mezzi pubblici, e l'allungamento della durata dei ticket rappresenta solo fumo negli occhi».