Pd, fallimento sicurezza, in periferia un poliziotto ogni mille abitanti

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Il Partito Democratico di Roma segnala una situazione particolarmente allarmante per la sicurezza del nostra città. Infatti dopo tre anni di annunci e ordinanze basterebbe attenersi alle cronache giornali per registrare che nell'ultimo mese si contano tre omicidi legati alla microcriminalità, due accoltellamenti, tre stupri e due rapine con sparatorie in strada. Ma è una situazione che corrisponde alla carenza degli organici delle Forze dell'Ordine, come riferito nella conferenza stampa svoltasi ieri. Dati alla mano risulta che a Roma, con i suoi 2.800.000 abitanti, sono presenti appena quarantotto vetture della Polizia, ovvero una ogni 58.300 persone, come se a Siena o Civitavecchia ci fosse una sola pattuglia. Il 29 luglio 2008, il sindaco Gianni Alemanno fu il promotore del Patto per Roma Sicura, con una spesa complessiva di 24 milioni di euro di tutti i soggetti coinvolti, di cui 10 del Campidoglio, con 3.000 militari dislocati nei punti sensibili e in periferia. Ad oggi  si  parla di un poliziotto ogni 2.284 abitanti nel IV Municipio, grande quanto Firenze, uno ogni 2.302 residenti nel XIII, uno ogni 1.845 nell'VIII, grande quanto Napoli. In tutte le periferie, il rapporto polizia/abitanti non è mai inferiore ad uno ogni mille (ad eccezione del XII municipio). A differenza dell'area centrale dove scende ad un agente ogni 219 residenti.

Dai numeri emerge una città a due facce: un centro presidiato e controllato e una periferia lasciata a stessa. Di notte la situazione peggiora: due volanti per i 180 mila abitanti del X Municipio (Romanina Tuscolana), una per i 205 mila di Ostia e litorale. Una disomogeneità evidente, tanto più grave se si pensa che il Patto del 2008 prevedeva 'l'incremento del numero di pattuglie tra le 19 e le 7 del mattino. Lo squilibrio nel presidio del territorio è confermato anche dalla dislocazione dei commissariati. Dei 36 presenti in città, ben 6 sono concentrati nel I municipio, mentre l'VIII municipio e il XIII, esteso quanto Bologna, ne hanno appena uno a testa. «Una carenza di strutture, di uomini e di mezzi che deve fare i conti anche con le dimensioni e il traffico della città – continua il Pd». Altro esempio contraddittorio è rappresentato dalla  sede del reparto volanti  in via Guido Reni, al Flaminio, che tradotto in tempi di percorrenza, per raggiungere i quadranti nord e ovest, equivale a un viaggio di 20-30 minuti, mentre per le zone sud ed est si arriva a 40-60 minuti.

L'inadeguatezza numerica degli uomini in campo non risparmia la Polizia municipale, cronicamente sotto organico (di oltre 1.900 persone) con le attuali 6.400 unità, di cui non più di 2.400 operative in strada al giorno». «Ma il fallimento è testimoniato anche dai compiti, disattesi, attribuiti al sindaco – prosegue il Pd – la Sala Sistema Roma è attiva, ma non si è sviluppata come previsto, il numero verde degrado e sicurezza è inesistente. E, ancora, nessuna traccia di una collocazione più razionale sul territorio delle Forze di Polizia e degli sportelli per la Sicurezza. Il Poliziotto di quartiere? Previste 180 pattuglie e 360 operatori, con costo di formazione di 800 mila euro: ogni giorno ne sono presenti non più di otto». Non basta proclamare ed annunciare pomposamente patti di ogni specie se non si hanno gli strumenti o la volontà di premere sul Ministero dell'Interno per avere una presenza adeguata delle forze dell'ordine soprattutto nei punti caldi e periferici. In fondo Maroni è nella stessa maggioranza di Alemanno.

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