Alemanno in picchiata tenta la carta Crespi

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L'umiltà e la modestia sono doti ignorate dalla politica arrogante e caciarona. Lungi da noi quindi l'idea di suscitare una polemica con il Campidoglio, con il suo ufficio stampa o addirittura con il sindaco come avvenne settimane fa con La Repubblica, ma purtroppo le voci corrono così come i risultati dei sondaggi che Gianni Alemanno compulsa quotidianamente e nervosamente.

Sondaggi sempre e inesorabilmente negativi per il sindaco, ma  favorevoli al suo presunto, e forse probabile competitor Nicola Zingaretti. La novità questa volta è che Gianni ha voluto allargare il range dei suoi concorrenti a Enrico Gasbarra, forse informato da "insider" al Pd romano, per alchemiche ragioni che sfuggono a noi comuni mortali, della possibilità che in competizione con lui possa entrare l'ex presidente della Provincia di Roma. Grande deve essere stata la delusione del sindaco nell'apprendere che anche in questo caso i sondaggi gli sono inesorabilmente sfavorevoli poiché fra lui e Zingaretti risulterebbe un distacco di circa dieci punti a favore di quest'ultimo e almeno tre punti dal suddetto Gasbarra.

Ragione di più, a nostro avviso, in quest'ultima eventualità, perché Alemanno intensifichi gli sforzi per rinvigorire la sua popolarità da tempo declinante e sperare nelle beghe interne del Pd. In tal senso non gli mancano i saggi suggerimenti di Luigi Crespi, suo attuale spin doctor. Quello, tanto per intenderci, che prima di essere malamente sbarcato da Berlusconi si inventò il famoso contratto con gli italiani esibito e sottoscritto nel confortevole salottino di un compiaciuto Bruno Vespa. Noi abbiamo sempre grande fiducia negli spin doctors, soprattutto dopo aver visto all'opera l'ex dalemiano Velardi che di Renata Polverini è stato l'influente mentore, malauguratamente inciampato a Napoli sul debole Lettieri.

Orbene, nonostante il Luigi sia milanese doc, anche se da tempo immemorabile aduso agli intrighi dei palazzi romani, pare abbia definito una lucida strategia di immagine per il sindaco di Roma. A parte la brillante intuizione di farlo girare per Roma in motorino, con tanto di casco, per meglio poter dialogare con motociclisti e automobilisti per lo più fermi ore e ore nel perenne imbottigliamento del traffico capitolino o farlo immediatamente intervenire con la sua autorevole presenza nei casi di ingorghi storici, il Crespi ha suggerito a Gianni di riprendere direttamente contatto con il popolo.

Ovviamente non con l'impresentabile "Popolo de Roma", peraltro al suo servizio già da tempo, ma con il popolo vero. A tale scopo il sindaco dovrà divenire assiduo frequentatore delle periferie, un tempo serbatoio di voti per la sinistra e oggi bacino di voti oscillanti, non ideologici, ma attenti e sgamati alla soluzione di quei problemi che nemmeno Veltroni riuscì a percepire, figuriamoci poi il Rutelli ultima maniera. Se ciò non bastasse Alemanno dovrà riprendere contatto dal basso (visto che le gerarchie cominciano a snobbarlo) con le parrocchie e gli oratori. Un po' come fece in campagna elettorale con la parrocchia di Selva Candida, dove malauguratamente incappò nella storia di don Ruggero Conti, il prete pedofilo. "Andare al popolo", questa sarebbe l'originalissima parola d'ordine di stampo maoista (ma non dimentichiamo che prima di salire sul carro di Craxi e di Berlusconi anche Crespi fu comunista) che sembra aver affascinato il sindaco memore delle sue esperienze nell'associazionismo missino e di quella destra sociale e populista che non salvò Storace dal perdere le elezioni contro Marrazzo.

"Andare al popolo" un po' come Renata Polverini talora distante dalle pressanti cure amministrative della Regione, ma perennemente presente dove il popolo (ricchi o poveri) si raccoglie, sciama o si intrattiene, brinda e gioisce. Nel frattempo l'influente counsellor del Principe, Luigi Crespi, riprende quota negli ambienti della Roma che conta, tanto che lo si vede assiduamente girare per i corridoi e gli uffici della Rai, vero e proprio tempio del potere romano. Sul versante dei futuri e possibili competitors del sindaco, non ci è noto il nome dello spin doctor di Zingaretti o Gasbarra, anche se ci permettiamo sommessamente di ricordare che Velardi è sempre a disposizione, esperita una preliminare, quanto rituale, fase di dovuti scongiuri.

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