Ministeri al nord, nel Pdl tutti contro tutti

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Dopo Pontida scoppia la guerra all’interno del Pdl sull’ipotesi di spostamento di alcuni ministeri al nord. «È in atto un confronto, ma è sbagliato drammatizzare». Queste le parole di Fabrizio Cicchitto che hanno provocato la reazione del Sindaco di Roma e della Presidente della Regione Lazio. «Cicchitto non si deve innervosire troppo. È un romano e da parlamentare romano deve stare dalla nostra parte», la risposta piccata di Alemanno mentre interviene nel dibattito anche La Russa sottolineando come sia «sbagliato agitarsi se ancora non piove, in quel caso aprire l'ombrello porta sfortuna, quindi è prematuro aprire l'ombrello. Magari non pioverà mai. Polverini e Alemanno si bagnano prima che piova».

Parla di nervosismo anche la Polverini invitando Cicchitto e La Russa a metterlo da parte e «ciascuno deve interpretare il proprio ruolo istituzionale. Quindi – ha proseguito – noi stiamo semplicemente mettendo in campo uno strumento che dia a questa Regione la possibilità di esprimersi su un tema molto delicato quale quello del trasferimento dei ministeri».

Lapidario il presidente della Provincia di Roma «è saltata la pace della pajata» mentre «a destra vogliono nascondere il doppio fallimento su federalismo e Roma capitale». «I decreti attuativi – spiega Nicola Zingaretti – sono arenati e la condizione economica dell'Italia lo rende inattuabile adesso. Sono impantanati. Dovevano spostare i poteri dello Stato centrale sui territori. Ripiegano su un immaginario trasloco dei ministeri in giro per l'Italia». Su Roma Capitale, l'esponente del Pd afferma che «non è cambiato molto con la legge se non la carta intestata del Comune. Il Pd e il centrosinistra sono prontissimi alla sfida delle urne nell'elettorato della Lega c'è una quota importante di persone che ha voglia di cambiare. Bossi non sa più interpretare il cambiamento. Sono stato a Padova sabato sera: ho respirato l'aria di un Nord che cerca nuovi punti di riferimento. Il Pd può diventarlo».