Alloggiati di Val D’Ala senza requisiti

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Sconcerto e una spiacevole sorpresa deve aver colto quanti hanno avuto un sentimento di solidarietà con chi occupa una casa perché non ce l'ha. Poco importa se lo fanno sotto le bandiere del movimento di estrema destra CasaPound, come l' “Osa Val D'Ala 200”, ovvero l'occupazione a scopo abitativo di Prati Fiscali iniziata dagli attivisti di estrema destra a fine Aprile e da qualche settimana terminata in seguito all'assegnazione di alloggi comunali alle famiglie occupanti. Lo sconcerto nasce per le indiscrezioni dell'indagine aperta dalla Procura di Roma che sembra aver posto la propria attenzione sulle persone provenienti dall'occupazione di Casapound nel Municipio IV che si sono viste assegnare un alloggio dal Comune, scavalcando la graduatoria lunghissima di tutte le altre famiglie in attesa di una casa popolare.

Tra i diciotto nuclei familiari censiti dalla polizia municipale nello stabile di via Val D'Ala sembra che ci siano persone che la casa popolare  non possono proprio averla. Altro che emergenza abitativa. Tra la lista degli occupanti sponsorizzati da Casapound figurano infatti proprietari di immobili, addirittura in un caso un villino, titolari di esercizi commerciali e persone che guadagnano abbastanza per potersi permettere appartamenti con i loro soldi. «Siamo di fronte all'ennesimo scandalo della gestione Alemanno. Abbiamo appreso come l'ultima infornata di assegnazioni di alloggi per cittadini romani in emergenza abitativa in realtà sembra nascondere ben altro», hanno dichiarato in una nota congiunta il consigliere comunale Pd Massimiliano Valeriani e Marco Palumbo consigliere provinciale, osservando che «è come se esistessero occupazioni di serie A e di serie B e viene da chiedersi come si possono considerare cittadini indigenti persone proprietarie di villini, appartamenti, o con redditi annui di 100mila euro e più. Quello che emerge dall'inchiesta aperta dalla procura della Repubblica di Roma per fare luce su come l'Amministrazione Alemanno impieghi fondi per l'assistenza alloggiativa, stando a quanto si apprende dalla stampa, è davvero vergognoso». Il Pd punta il dito contro il movimento neofascista Casapound. «Quell'occupazione con l'emergenza abitativa c'entra davvero molto poco, ma sembra essere stata più che altro un pretesto per sistemare in case comunali qualche fedele militante», mentre proprio ieri venerdì durante le question time in Consiglio municipale il capogruppo del Pd Paolo Marchionne ha interrogato sul tema il presidente Cristiano Bonelli, che ha detto di non saper nulla della vicenda. 

 Orazio Ilich