Lazio, piano rifiuti illustrato in commissione ambiente

0
22

L’assessore regionale Pietro Di Paolo ha illustrato ieri mattina la proposta di piano rifiuti regionale alla commissione Ambiente del Consiglio regionale del Lazio presieduta da Roberto Carlino (Udc). Il piano ha già affrontato l'iter in Giunta, con il recepimento delle osservazioni per la Vas e una volta concluso questo percorso è approdato in commissione, dove verrà analizzato ed affrontato anche da un ciclo di audizioni in programma venerdì 17 e lunedì 20, con Province, sindaci, comitati dei cittadini, associazioni ambientaliste, sindacati ed aziende di gestione dei rifiuti. “Il piano si dà due obiettivi prioritari – ha dichiarato l’assessore Di Paolo – il primo è l’autosufficienza e la chiusura del ciclo, il secondo è l’emancipazione dal sistema delle discariche”. Tra le azioni previste per realizzare tali obiettivi: un programma di riduzione e prevenzione e l’incremento della raccolta differenziata.

L’obiettivo per quest’ultima fissato dalla legge nazionale e – conseguentemente – dal piano regionale è il 65% di raccolta per il 2012, percentuale che è stata al centro di una polemica in conferenza Stato-Regioni. “Abbiamo portato a casa un risultato – ha aggiunto Di Paolo – e cioè: la possibilità per le Regioni di intervenire su questo 65% e sulla tempistica per il suo raggiungimento attraverso un accordo di programma da stipulare con il ministero dell’Ambiente”. Per la raccolta differenziata nel Lazio, il piano prevede interventi tanto sul piano quantitativo che qualitativo. Per l’incremento della quantità – sempre stando all’illustrazione fatta stamane alla Pisana da Di Paolo – la Finanziaria regionale 2011 per il triennio 2011-2013 ha stanziato 135 milioni di euro (di cui 30 risalenti alla precedente Giunta), mentre il piano introduce delle linee guida comuni a tutte le province, un monitoraggio in tempo reale sull’andamento della differenziata e forme di premialità per le amministrazioni virtuose. La ricerca della qualità del rifiuto, così che possa essere adeguatamente sfruttato dalla filiera del riciclo, ha fatto preferire la raccolta domiciliare a quella stradale. Annunciati da Di Paolo otto nuovi impianti di compostaggio, il recupero di risorse finanziarie (precedentemente stornate dai fondi Fas per coprire il buco della Sanità) per nuovi ecocentri e altri cinque impianti per il trattamento meccanico biologico.

Quanto al capitolo del ‘dopo Malagrotta’, “la nostra impostazione iniziale – ha spiegato l’assessore – cioè partire dal piano rifiuti e contestualmente arrivare all’individuazione del sito e delle procedure per la chiusura di Malagrotta, è la strada che personalmente mi convince di più perché in qualche maniera una sostanzia l’altra”. E la discussione – sempre secondo Di Paolo – del piano entra oggi nel vivo in commissione Ambiente più o meno contestualmente con quelle che saranno le decisioni che la Giunta prenderà, insieme agli enti locali coinvolti sulla materia, sul ‘dopo Malagrotta’. Scelte non tanto sul sito, ma su che tipo di sito e come verrà costruito, saranno compatibili con l’impostazione generale del piano.  

Il consigliere Angelo Bonelli (Verdi) ha osservato l’assenza del parere del comitato tecnico scientifico per l’ambiente, contestato la mancata individuazione del sito alternativo a Malagrotta oltre che la possibilità concessa ai comuni, tra cui in particolare Roma, di derogare agli obiettivi di raccolta differenziata. Rocco Berardo (Lista Bonino Pannella) ha chiesto se nel piano ci sono tutte le risposte che si attende la Commissione europea, le soluzioni per fronteggiare la futura chiusura di Malagrotta, i costi e la quantità di Cdr inadeguato che finisce in discarica.