Nuovi guai per Alemanno

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La vicenda della partecipazione di Roma capitale all'Expo di Shangai non pare proprio destinata a concludersi. Era il gennaio di quest'anno quando la stampa pubblicò la notizia che il sito del Comune allestito per la manifestazione era costato 1.370.000 euro, notizia immediatamente smentita da Alemanno il quale fece sapere che il portale non serviva soltanto per l'expo di Shangai, ma era divenuto una struttura permanente della realtà web del Comune, per tutte le iniziative che hanno carattere internazionale. Smentita successivamente suffragata dalla stessa Telecom.

Chiarita la vicenda si parlò anche di una gestione poco limpida da parte del consigliere comunale Francesco Maria Orsi, delegato dal sindaco per l'Expo, nel frattempo incappato nell'indagine della procura di Roma per riciclaggio. Orsi, secondo il Campidoglio, non aveva previsto una copertura delle spese, né pagato le aziende che  parteciparono all’esposizione in Cina. Ma il sindaco successivamente fece qualcosa di più e dichiarò: «Chi ritiene di avere prestato dei servizi e di non essere stato pagato può rivolgersi al nostro gabinetto che sta raccogliendo le fatturazioni: sulla base di documentazioni certe, si sta pensando di remunerare direttamente questi imprenditori».  Parole che a molti parvero un brusca inversione di marcia rispetto a quando l'inquilino del Campidoglio aveva declinato ogni sua responsabilità scaricandola per intero su Orsi. Per Alemanno la situazione si sarebbe risolta facendo sborsare alla Camera di Commercio i 600 mila euro stanziati per la missione romana a Shanghai, ma sino ad allora mai erogati perché la necessaria rendicontazione non era stata presentata.

Tuttavia dal gennaio di quest'anno non pare che la situazione sia stata chiarita, tanto che il 21 aprile scorso, dopo la causa intentata dalla Exen al Comune per ottenere il pagamento delle spese per l'allestimento del famoso padiglione di Shangai, ecco rarivare dai legali della GEB Software srl  una diffida indirizzata al sindaco Gianni Alemanno, al vice capo di gabinetto Giammario Nardi, alla ragioneria Generale del Comune e al Consigliere Orsi, nella quale si mette in mora Roma Capitale per il mancato pagamento "dei servizi di supporto tecnico, redazionale e gestione operativa del portale di Roma Capitale per l'esposizione di Shangai (www.expo2010.comune.roma.it) svolta nei mesi di settembre ottobre 2010" per l'importo di 75.000 euro più Iva. Ovviamente per servizi richiesti e concordati con la GEB Software che nel periodo dell'esposizione fu il referente per l'ufficio stampa del Comune avvalendosi della collaborazione di un giornalista e di due traduttori. Ma al di là del dettaglio delle prestazioni documentate dai legali della società nella lettera di accompagnamento alla diffida si accenna a "rassicurazioni fornite in via ufficiosa" alla GEB, circa il pagamento. Da chi, come e quando non è dato sapere. Si potrebbero escludere le rassicurazioni del consigliere Orsi, il quale, emarginato dai suoi compagni di partito, sta passando i guai suoi e non è certamente disponibile a scucire quei soldi di tasca sua.

Giuliano Longo