Sciopero taxi, spaccatura tra le sigle

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Come sarà la giornata di sciopero dei taxi prevista per oggi? Ben undici sigle non aderiscono e anzi chiedono che le istituzioni si impegnino perché sia garantito il loro diritto di lavorare in santa pace. Si teme che i loro colleghi con le vetture possano bloccare alcune strade e soprattutto rallentare l’afflusso a Fiumicino. Sembra soltanto un diverso approccio mentre le rivendicazioni appaiono piuttosto simili. Quali le rivendicazioni? La prima rivedere le tariffe, poi il contrasto agli Ncc che vengono da fuori città e il non rilascio di altre licenze. Intanto sembra che i tassisti debbano scegliere o capire chi è l’interlocutore giusto. Su alcune vicende decide il governo nazionale e spesso le regole sulla libera concorrenza sono dettate dall’Europa. Comunque si potrebbe fare il gioco di analizzare le richieste della categoria con l’ottica e la visuale dell’uomo della strada o dell’utente.

Si dice; “a Roma ci sono troppi Taxi e quindi non guadagniamo”. Domenica pomeriggio alla stazione Termini lato via Marsala i tempi di attesa superavano abbondantemente l’ora di tempo. Provate la mattina di un giorno qualsiasi a telefonare alle centrali Taxi per vedere i tempi di attesa. Si dice “dobbiamo rivedere le tariffe”. Forse proprio questa affermazione sembra la più distante dal comune sentire. Roma ha un enorme problema di traffico ma nessuno abbandona la propria auto privata anche a causa dell’assenza di parcheggi di scambio e a causa delle proibitive tariffe taxi. Sembra che da parte della categoria, ci sia una radicata miopia. Si preferisce l’uovo oggi piuttosto che la gallina domani. Ovvero: prendiamoci l’aumento subito e sfruttiamo i turisti piuttosto che provare ad allargare la fascia dei potenziali utenti. Eppure, tariffe più alla portata di tanti sarebbero utili a ricondurre Roma a una mobilità simile a quella delle capitali europee. Ci vorrebbe un’Amministrazione forte per tenere il punto contro una categoria che ha mostrato, già in passato di essere capace di mettere in ginocchio la città. Per avere risposte certe, forse bisognerà attendere che passi la giornata e vedere come finiscono le altre 2 giornate di sciopero previste per il 19 ed il 27. Giornate che si preannunciano calde e lasciare i turisti sotto il sole costringendoli ad interminabili passeggiate, non è un gran biglietto da visita per la città. 

Silvio Marino