L’immobilismo delle politiche sociali

0
22

Sveva Belviso e Angelo Scozzafava, rispettivamente l'assessore alle politiche sociali di Roma Capitale e il direttore del dipartimento affari sociali: una strana coppia, che non ha mai legato. Un matrimonio forzato imposto dal sindaco Alemanno che ha prodotto un totale immobilismo da parte del Campidoglio in un ambito delicato e fragile come quello del Welfare. L'assessore è protetto dal saggio senatore Andrea Augello; l'altro, Scozzafava, è appoggiato e guidato dal capo dello staff del sindaco Antonio Lucarelli. Due fazioni contrapposte che ormai sono ai ferri corti. In particolare sul tema Rom. Il direttore non prende decisioni insieme all'assessore, ma direttamente con il capo dello staff politico del Sindaco.

La Belviso da parte sua pensa di governare il suo assessorato senza rendersi conto di essere stata messa da parte senza reali poteri. Chi decide sul sociale a Roma infatti non è lei ma qualcuno molto vicino al Sindaco. Intanto la nostra città è sempre più in difficoltà soprattutto nelle periferie dove gli assistenti sociali non sono mai sufficienti, dove le liste di attesa per qualsiasi prestazione dedicata alla persona rischiano di esplodere. Pensiamo solo al mondo diversamente abile completamente ignorato. Solo nel municipio VIII – il più grande di Roma – da oltre un anno non esiste l'assessore alle politiche sociali. Il tandem Belviso-Lucarelli, in questi anni oltre a qualche festa per i nonni e le nonne dei centri anziani, e a qualche visita spot del Sindaco non ha prodotto nulla. Per una città di quasi tre milioni di abitanti, con le periferie più grandi e problematiche del centro italia, è proprio poco. Con Alemanno ci si aspettava il cambio di passo nel sociale e invece ci siamo trovati di fronte a una preoccupante involuzione che sarà difficile recuperare.

Un discorso a parte per il piano Rom dove alla beffa si è aggiunto anche l'inganno. Non solo in tre anni non si è fatto nulla, ma si è cercato di scaricare le proprie responsabilità su ipotetici complotti politico – religiosi ai danni del Sindaco. Ma la realtà è un'altra i Rom non li vuole nessuno tantomeno la "pariolina" Belviso o il "nero" Lucarelli.  Perché i nomadi fanno comodo solo quando  si da la possibilità di fare  i costossisimi sgomberi e di costruire i nuovi campi fantasma che forse nessuno mai vedrà. 

 Giulio Dante