Atac, Pd: all’orizzonte solo pasticci e imbrogli

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Eravamo convinti che la nuova dirigenza Atac fosse già alacremente al lavoro, soprattutto dopo l’accordo bipartisan con il PD romano fermamente deciso a ‘salvare’ l’azienda dal baratro. A ben vedere non era andata neanche tanto male per quel partito, con la spartizione delle poltrone in CdA che vedeva un amministratore delegato non sgradito all’opposizione, Tosti, ed un direttore generale, Cassano, addirittura in quota PD. Ma evidentemente qualcosa non funziona perchè nei giorni scorsi arriva sui tavoli delle redazioni un comunicato dei consiglieri comunali Pd Massimiliano Valeriani, Alfredo Ferrari, Fabrizio Panecaldo, Giulio Pelonzi, Paolo Masini, Monica Cirinnà, Athos De Luca, Maurizio Policastro, che parla addirittura di “situazione Kafkiana” proprio in vista  del Consiglio straordinario del 9.

“Non c’è un piano industriale  e nulla di strategico. Solo ipotesi confuse e pericolose”, scrivono i consiglieri. Non solo, ma la delibera che determina lo scioglimento di Roma Patrimonio e il suo assorbimento in ATAC S.p.A. è “il segno evidente di un fallimento storico” poiché a distanza di un anno dal varo del nuovo assetto del TPL, per far fronte ai disastri di Parentopoli e Appaltopoli “si riporta tutto il patrimonio dentro l’azienda dell’esercizio, pena il fallimento della stessa.” Ma c’è di più perché secondo i contestatori è “ben strano  he Roma Patrimonio cessi di esistere, diventando di fatto una società di II livello di ATAC S.p.A. e il suo C.d.A. non solo rimane, ma addirittura si propone di allargarlo a cinque membri. Perché?” Sarebbe più utile chiederlo all’AD ed al Direttore generale, ma la requisitoria procede con la richiesta di abolire la  delibera n. 35, definita diplomaticamente  “un vero imbroglio” perché prevede la vendita e la valorizzazione di una serie di immobili, molti dei quali necessitano anche di complesse varianti urbanistiche. “Si vendono i beni di famiglia per pagare i debiti fatti da queste gestioni e addirittura si propone di trasferire i suddetti beni ad un fondo comune di investimenti immobiliari che prima li venderà ai privati…..poi si aspetterà la ratifica dell’amministrazione sulle relative varianti.” Perché?

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