Con Crespi e Turbolente la comunicazione va a picco

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Il sindaco Alemanno va di male in peggio. L'ultima tegola caduta sul capo del primo cittadino di Roma è quella di Luigi Crespi chiamato in Campidoglio come guru della comunicazione e che da ieri ha sicuramente qualche problema in più con i pm di Milano, Roberto Pellicano e Laura Pedio, che hanno chiesto la sua condanna a 8 anni di reclusione nell'ambito del processo sul crack della società di comunicazione Hdc. Una vicenda sulla quale non spetta a noi nessun tipo di giudizio, ma che deve fare riflettere. L'arrivo di Crespi al Comune di Roma sembra sia stato sostenuto da una nota presentatrice televisiva di Rai 1, ma anche dal fatto che sul tema comunicazione il primo cittadino è disperato. L'evanescente Simone Turbolente in questi tre anni si è dimostrato al di sotto delle aspettative e inadatto al ruolo di capo ufficio stampa e portavoce. La squadra di comunicatori del sindaco sembra sterminata, oltre 10 addetti stampa al Palazzo Senatorio e ce ne sono altrettanti sparsi nei vari assessorati. Eppure tanta scienza non è bastata al sindaco per incidere sui media, anzi ne è diventato schiavo.  Ma il primo cittadino non si è accontentato ed ha chiamato altri due super esperti di comunicazione: il pensionato Pino Buongiorno e la rampante quanto inesperta Ester Mieli, direttamente dall'ufficio stampa della comunità ebraica di Roma. Anche per loro la stessa fine nel tritacarne del Campidoglio, sono scomparsi senza lasciare traccia e soprattutto senza dare quel cambio di passo alla comunicazione del sindaco. Ognuno fa da sé in Campidoglio: comunicati e dichiarazioni tutti slegati senza una programmazione, senza un vero obiettivo e chi ne fale le spese è il grande arrampicatore sugli specchi: Gianni Alemanno.

Il fatto più curioso è che nonostante le batoste prese su tutti i media italiani, vaticani ed internazionali il sindaco non ha mai vauto il coraggio di congedare l'imberbe Turbolente che sembra galleggiare in un limbo lontano dalla realtà di Roma che ogni giorno peggiora. Ci auguriamo per le tasche dei contribuenti che non arrivino altri esperti della comunicazione al Palazzo Senatorio altrimenti occorrerà costruire il Campidoglio 3 per contenerli tutti.