Oftalmico, sala operatoria a rischio chiusura

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La sala operatoria dell'ospedale regionale Oftalmico di piazzale degli Eroi rischia di chiudere dal primo giugno prossimo. A lanciare l'allarme è stata la Fials-Confsal. «La chiusura della sala operatoria per gli interventi di elezione – ha spiegato il dirigente sindacale della Fiuals- Conf.sal, Roberto Lazzarini – è quanto potrà accadere all'ospedale oftalmico di piazzale degli Eroi a partire dal 1 giugno per la carenza in servizio di operatori sanitari specializzati. Infatti, con la scadenza dei contratti dei medici oculisti e degli anestesisti precari, prevista per fine mese e senza alcuna previsione di rinnovo, la Asl Rm E, sarà costretta al parziale blocco degli interventi necessari per il recupero della vista. Nel solo periodo estivo saranno circa 600 i pazienti che dovranno rinviare l'intervento».

«Molte delle prenotazione sono state fatte addirittura lo scorso anno e riguardano interventi alla cataratta, trapianti di cornea e altre tipologie di interventi al segmento anteriore dell'occhio. Se la Regione Lazio non interverrà nell'immediato, ponendo rimedio alla carenza di personale causata dal blocco del turn over e dalla scadenza dei contratti del personale precario, la situazione – ha concluso il sindacalista – andrà sempre più peggiorando fino a non poter più garantire i livelli di assistenza dei quali, per buona parte del trascorso anno, hanno usufruito tutti residenti nel Lazio».

Anche il presidente del consiglio del XVII Municipio, Giovanni Barbera, ha espresso le sue preoccupazioni riguardo il futuro dell’ospedale «che, in realtà,  rappresenta l'unico punto di riferimento pubblico per i problemi riguardanti l'oftamologia  non solo del Lazio, ma per l'intera Italia centrale. Ricordiamo che tale struttura può vantare un pronto soccorso oculistico aperto 24 ore su 24. Purtroppo, continuiamo ad assistere a strane decisioni che continuano a depotenziarne l'attività, favorendo, di conseguenza, altre strutture sanitarie private, sia convenzionate che non convenzionate con il servizio sanitario pubblico».

Barbera ha quindi criticato una gestione «molto discutibile che sta sottraendo importanti risorse all'erario, a vantaggio solamente della sanità privata e di quella convenzionata che, come tutti sappiamo, rappresenta una lobby fortissima, soprattutto a Roma e nel Lazio, in grado di condizionare le scelte politiche in materia di sanità. A questo punto – ha concluso – chiediamo che i responsabili di questa situazione rispondano del loro operato e delle loro scelte. Non è più possibile tollerare scelte che danneggiano la sanità pubblica e i cittadini».