Scontro tra Alemanno e Pecoraro

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Ma che noia. La questione della regolamentazione dei cortei a Roma si trascina ormai da anni. Prima la destra impreca e chiede di farla finita. Sindacati, partiti e movimenti strillano e denunciano il tentativo di soffocare un diritto costituzionalmente garantito: quello di manifestare. In mezzo sta come al solito il decisionista sindaco Alemanno, che non ha ancora deciso che pesci prendere, ma si lamenta. E la gente? Beh certo gli automobilisti, i tassisti, i conducenti di autobus, se fosse per loro manifestazioni non ne vorrebbero proprio vedere, eccetto quello ovviamente promosse da loro stessi e dalle loro organizzazioni rappresentative. Gli anziani, le casalinghe, le signore bene, dedite allo shopping in centro manco a parlarne.

Poi ci sono i sindacati, i partiti d'opposizione che se non vanno in piazza di visibilità non ne hanno molta sulle tv, ormai tutte in mano a Berlusconi.  Ancora ieri al convegno della Cgil sugli infortuni (vedi pag.3), ne ha parlato il prefetto Pecoraro il quale non vede una situazione molto preoccupante, eccetto quella che si è creata con l'ultimo corteo dello sciopero generale del 6 maggio. Non a caso Pecoraro ha spiegato che «non mi sembra che ci siano tanti cortei. Oggi come oggi un nuovo protocollo non lo considero una priorità». E aggiunge: «C'è da parte di tutti il rispetto del protocollo firmato (già esistente, ndr) e criticità non ce ne sono state. È ovvio che se sussistono manifestazioni non autorizzate ci saranno le denunce dovute». Ma eccolo lì, il sor tentenna a rompere le uova nel paniere del prefetto.  «In questo caso non sono d'accordo con il mio amico Pecoraro», sbotta Alemanno, convinto che «tutti i cittadini romani vogliano un regolamento più stringente rispetto all'amministrazione dei cortei». È un problema che rimane aperto, sostiene ancora il sindaco, ma non ci spiega perché non l'ha ancora chiuso.

 A noi comuni mortali pare proprio che Pecoraro, servitore dello stato, abbia fatto affermazioni di grande buon senso, basate sulle sue esperienze di tutore dell'ordine e non solo a Roma. Le manifestazioni, ahimè, non vengono autorizzate dalla Giunta capitolina, come forse qualcuno vorrebbe o dal Pdl, come qualcuno forse sogna per il futuro, ma vengono autorizzate da funzionari che hanno a cuore la sicurezza dei cittadini. E allora? Allora piantiamola lì con queste storie e lasciamo che i dirigenti delle forze dell'ordine, che spesso sono anche in grado di prevenire l'azione dei facinorosi, facciano il loro mestiere e autorizzino quando c'è da autorizzare e vietino quando c'è da vietare.

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