Parentopoli Atac, altri cinque indagati

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Si allarga l'inchiesta della Procura di Roma sulle assunzioni 'anomale' dei dipendenti Atac che ha dato il via allo scandalo di "parentopoli" che l'anno scorso condusse alle dimissioni l'allora amministrato Bertucci sostituito dal capo di gabinetto del sindaco, Basile, a sua volta recentemente dimissionato. Ma questa volta la procura ha davvero mirato in  alto, tanto che sono stati raggiunti dall'avviso di garanzia l'ex amministratore delegato di Atac Adalberto Bertucci, l'ex AD di Trambus Antonio Marsia, l'ex direttore generale di Trambus Luca Masciola e l'ex responsabile del Personale di Atac Riccardo Di Luzio. Il quinto manager coinvolto, Vincenzo Tosques è stato direttore della metropolitana di Roma. 

Nomi che vanno ad aggiungersi  a quelli inquisiti dell'altra grande municipalizzata, l'AMA, che qui ricordiamo: Luciano Cedrone, capo del personale , Franco Panzironi, amministratore delegato dell'azienda, Gianfrancesco Regard, ex responsabile legale di Ama, Sergio Bruno, presidente del Consorzio Elis, Ivano Spadoni, ex dirigente Ama, Lorenzo Allegrucci, ex dirigente direzione Acquisti Ama, Giovanni D'Onofrio, capo dell'ufficio legale della municipalizzata dal luglio del 2009, Alessandra De Luca e Davide Ambrogi. Salgono così a quindici complessivamente le persone indagate ed a vario titolo ai vertici delle due società capitoline. Se per l'assessore alla mobilità Antonello Aurigemma l'invio degli avvisi di garanzia ai dirigenti di Atac rappresenta un atto dovuto, dall'opposizione, che pure ha contribuito alla soluzione della recente crisi dei vertici della società, si levano voci critiche e preoccupate, fra le quali quel del consigliere del PD Massimiliano Valeriani. Per il consigliere  gli avvisi di garanzia per la Parentopoli all'Atac sono la dimostrazione che, quanto accaduto, tutto e'stato tranne che un fatto normale, altro che atti dovuti come afferma Aurigamma. Mentre il capo gruppo del Pd Umberto Marroni vuole voltare rapidamente pagina e chiede al nuovo management di Atac "una netta discontinuità con la gestione disastrosa degli ultimi tre anni."  Salvo poi auspicare  "una maggiore efficienza del servizio offerto alla cittadinanza",  "una maggiore trasparenza con un controllo di gestione della spesa e la tutela  dei diritti dei lavoratori a partire degli autisti."

Resta da comprendere se le indagini della magistratura sul sistema esageratamente clientelare nelle assunzioni dell'azienda capitolina non finiscano per togliere il coperchio ad una situazione disastrosa della quale l'ex AD Basile aveva colto tutti i risvolti che fanno dell'Atac una società prossima alla bancarotta . Non a caso Alemanno ha pensato bene di liberarsene.

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