Galan, nuovo attacco al Festival

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Ancora grazie Galan! Ogni volta che il neo ministro della Cultura parla del Festival del Cinema di Roma, ha l’indubbio merito di ricompattare la politica romana e i diversi livelli amministrativi. Ieri l’ex governatore del Veneto, presenziando ad una manifestazione a Cannes, ha ribadito, ove ce ne fosse bisogno, il suo pensiero riguardo agli eventi di Venezia e Roma: «Una (l’evento capitolino, ndr) è una festa, l'altro è il vero festival del cinema italiano. Non solo devono essere diversi, ma devono anche apparire diversi. E smettiamola di dire che Roma si sostiene con le sue gambe. Chi sostiene il Comune? E in quanti altri modi lo Stato supporta la manifestazione della capitale?». Poi aggiunge: «Forse che i francesi hanno un festival di Parigi? No, perchè sanno che disperdere le forze sarebbe un errore imperdonabile».

Immediata e giustamente stizzita la replica di Alemanno: «Ripeto ancora una volta al ministro Galan che il Festival del Cinema di Roma non si tocca. Roma da sempre è la capitale del cinema italiano attraverso Cinecittà e tutte le altre produzioni, e non è vero che il nostro Festival è finanziato principalmente con risorse pubbliche». Il sindaco ha poi proseguito entrando nel dettaglio dei finanziamenti: «Infatti il 69% del budget previsionale 2011 proviene da sponsor privati e solo il 31% dal pubblico. I soci fondatori (Roma Capitale, Regione Lazio, Provincia di Roma e Camera di Commercio) sostengono il Festival con 4 milioni di euro. Inoltre, secondo uno studio della Fondazione Rosselli, l’indotto che il Festival genera è di 220 milioni di euro. Il ministro Galan continua a commettere gli stessi errori senza neppure documentarsi. Mi trovo ancora una volta a dover dire come stanno veramente le cose e mi auguro che sia l’ultima».

Puntuale anche il presidente della Provincia Nicola Zingaretti: «Roma paga un prezzo enorme per questo continuo stillicidio di accuse e denigrazione che proviene dal governo nazionale. Non si è mai visto in nessun Paese normale che dei ministri facciano dichiarazioni in giro per il mondo contro la loro Capitale». Ed ancora. «Ci si dimentica – prosegue – che la Festa del Cinema produce cultura, ricchezza e occupazione per la città. Un ultimo appunto – conclude -. Qualcuno informi il ministro Galan che, a differenza di ciò che dice, anche Parigi ha il suo Festival del Cinema, in tutto e per tutto simile a quello di Roma». Unico silenzio sospetto quello della Regione. Si alimentano così le voci che finita l’edizione 2011 del Festival, la Polverini, entro il 30 novembre, voglia sedersi ad un tavolo e ridiscutere “in toto” l’organizzazione di tutte le manifestazioni legate all’industria dell’entertainment. 

Christian Poccia