Atac, polemica tra D’Ubaldo e Chiti

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Sulle vicende Atac e sui presunti accordi tra maggioranza e opposizione ogni giorno ne salta fuori una nuova. Mercoledì ad esempio, ripreso dalle cronache locali dei maggiori quotidiani il giorno dopo, interveniva il senatore Lucio D'Ubaldo, senatore del Pd e noto per la sua verve polemica, questa volta ricordando che lo stesso Bersani aveva annunciato di portare la vicenda dell'Atac in Parlamento. Ma affermando successivamente che «la trattativa di Miccoli e Chiti sembra una clamorosa smentita di questa linea». Ovviamente la notizia sta nell'intervento del senatore Chiti, che è pro tempore ancora commissario del Pd laziale, ma non sono affatto peregrine le considerazioni di D'Ubaldo quando afferma «demolire e vezzeggiare Alemanno, a seconda degli umori, è segno di declino dell'opposizione. Spero che i Democratici aggiunge possano discuterne seriamente in quegli organi di partito che si riuniscono, purtroppo, solo per ratificare inutili relazioni di stile condominiale».

A ben vedere anche la posizione della Cgil riportata ieri da questo giornale non appare molto tenera nei confronti delle intromissioni della politica nelle questioni dell'azienda di trasporto pubblico, ma questo non esime lo stesso Chiti, chiamato direttamente in causa a intervenire polemicamente su queste affermazioni del collega senatore. Così dopo i convenevoli di rito sui pregi umani e politici di D'Ubaldo, Chiti sferra il suo affondo accusandolo di  scambiare «per avversari esponenti del suo stesso partito» mentre per di più è solito «rivolgere i suoi strali in primo luogo nei confronti del presidente della provincia di Roma Nicola Zingaretti. Da questo punto di vista manca solo che lo chiami in causa per la pioggia o la siccità».

Non essendo addentro alle segrete cose della "galassia" Pd, ci sfuggono i continui riferimenti al presidente della Provincia di Roma, il quale nei giorni scorsi aveva manifestato un certo distacco "istituzionale" nei confronti della vicenda Atac e dalle posizioni del capogruppo capitolino e del segretario romano del Pd. Ma ormai Vannino è un fiume in piena e così prosegue: «Di frequente D'Ubaldo si scorda che il nostro avversario è il centro destra. Essendo D'Ubaldo un uomo simpatico e intelligente, non dispero tuttavia che prima o poi, magari con il sacrificio di rinunciare a più facili presenze giornalistico-mediatiche, saprà dare piena coerenza alla sua battaglia: individuerà con più rigore i suoi avversari politici, saprà cogliere nei loro programmi le scelte alternative alle nostre, saprà evidenziare le contraddizioni evidenti nei loro comportamenti concreti. In questo modo, quel giorno – conclude Chiti – saprà anche portare un più forte e serio contributo al nostro partito». Vien proprio da dire: beccati! Gli accordi fra Alemanno e i "responsabili" del Pd romano esistono davvero.

Giuliano Longo

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