Alemanno perde i pezzi, Mantici ringrazia e va via

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Saranno motivi personali o meno, ma anche le dimissioni del vice capo di gabinetto Alfredo Mantici dal sette maggio piombano sulla testa del sindaco Alemanno quale presagio di un vacillante sistema di governo che non potrà essere rimesso in piedi in tempi brevi e tanto meno con qualche cena o show elettorale.

Mantici avrebbe informato il sindaco del suo addio con una lettera «molto affettuosa», ringraziando per un incarico «che mi ha fatto molto crescere», ma che è stato costretto a lasciare «a causa di motivi personali». Motivi personali e dimissioni concordate come dichiarato dal sindaco. Eppure il suo ruolo era importante.  Incaricato di coordinare le attività legate al cosiddetto “Patto per Roma Sicura”, lascia con frasi di circostanza, mentre è noto che l'ex analista dei Servizi fosse già stato esautorato da alcuni giorni nonostante la sua lettera sia datata 13 aprile. Corre voce che il sindaco avesse tutte le intenzioni di affiancargli nella gestione della questione nomadi l'ex direttore del dipartimento per le politiche abitative Raffaele Marra, spedito a suo tempo in Rai e recentemente rispedito al mittente. Ma le voci di corridoio non mutano la sostanza del problema, in primo luogo perché sempre di un vice capo di gabinetto si tratta e poi perché "dedicato" al settore delicatissimo della sicurezza in nome della quale Alemanno si è giocato la partita dell'elezione prima e si giocherà quella della sua sopravvivenza in Campidoglio domani. Infine perché Mantici non è uno qualunque, ma uomo d'apparto, un "commis d'etat" un po' come Basile passato dai servizi segreti alla protezione civile.

Mantici viene nominato vicecapo di gabinetto quando il Basile ne era a capo per poi passare all'Atac. Ma già dal 2009 frequentava un ufficio a Palazzo Senatorio e aveva l’accesso libero al Campidoglio, oltre a presidiare ufficiosamente la Sala Sistema Roma, dove confluiscono le banche dati e le telecamere di controllo sulla città intera. Sia detto per inciso che questa famosa Sala Sistema funzioni a tratti e male, dotata com'è di pochi addetti. Ma tant'è, quello che conta è fare scena e affibbiare etichette roboanti a qualsiasi ufficio o funzione che attenga alla sicurezza. Tornando al nostro si tratta di funzionario già vicino a Cicchitto, a suo tempo direttore dell’ufficio analisi del Sisde, passato alla Protezione civile dopo la riforma dei servizi voluta da Prodi. Eppure l'ex analista pareva avesse ottenuto cartabianca dal sindaco in materia, nonostante alcune sue proposte suscitassero in passato diversi dubbi, come quella, lanciata durante una riunione riservata nell’ufficio dell'allora capo di gabinetto Sergio Gallo, di affidare ai vigili urbani un servizio anti-terrorismo a partire dalle macellerie islamiche, da lui considerate un’officina di potenziali kamikaze. Mantici, nei disegni del sindaco, avrebbe dovuto far parte di quella squadra di 007, ben piazzati all'interno della amministrazione Capitolina, che poteva vantare una consulenza d'eccezione sui temi della sicurezza nella persona del generale Mori, dimissionato l'autunno scorso per i noti dissapori con il sindaco, al limite dell'antipatia personale. Acqua passata, certo, ma questo stillicidio di dimissioni e il recente rimpasto di Giunta che tanti dissapori ha suscitato fra gli ex amici di Alemanno, lasciano intravedere una situazione magmatica che oggi il sindaco governa con grande affanno.

Giuliano Longo