Cgil contro la Regione: in piazza per il lavoro

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È partito domenica da piazza dell'Esquilino, a Roma, il corteo della Cgil del Lazio, diretto a Piazza Santissimi Apostoli per rivendicare «diritti e dignità del lavoro». Al corteo, guidato dal leader nazionale del sindacato, Susanna Camusso, hanno preso parte diversi esponenti del Pd, di Sinistra Ecologia e Libertà e dell'Italia dei Valori.

«In un momento di crisi come questo – ha affermato Marco Miccoli, segretario romano del Pd – non possiamo non stare con la Cgil, al fianco dei lavoratori. I governi di centrodestra non hanno strategia, nè a livello nazionale, nè a livello locale con Alemanno e la Polverini. È doveroso che il Pd sia in questa piazza».

Dello stesso parere Giulia Rodano, consigliera regionale dell'Idv, presente al corteo: «I lavoratori chiedono alla Regione una fase di sviluppo per ora c'è stato solo immobilismo, tagli alla cultura, al lavoro e alla sanità. Insomma la paralisi».

Per il capogruppo regionale di Sel, Luigi Nieri, «SeL è in piazza con la Cgil perchè è necessario rispondere alla crisi che sta attraversando questa città e questa regione. Di fronte all'incapacità di governo di Alemanno e Polverini dobbiamo mobilitarci tutti».

Alcuni sindacalisti della Cgil hanno manifestato contro il governo della Regione Lazio con cartelli funebri esposti sul petto per evidenziare la morte di reparti ospedalieri, attività produttive e assistenza ai lavoratori.

Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, a conclusione della manifestazione ha affermato dal palco di SS Apostoli che «sono giornate buie per la nostra democrazia con un Parlamento trattato come un’azienda privata», esprimendo poi la sua solidarietà ai «cittadini dell’Africa che hanno il diritto di ricevere accoglienza e non di essere ostaggi del Presidente del Consiglio e della Lega. Non capiamo cosa vuole e cosa pensa il Governo sul Mediterraneo e vorremmo un Paese che abbia una idea di politica estera».

«Il Paese è messo male – ha concluso Susanna Camusso – Per i salari, per i pensionati sarà una situazione al limite se non si cambia. Per farlo bisogna avere un’idea della giustizia, della giustizia sociale».