Polverini dice \”No\” alle tendopoli nel Lazio

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No alle tendopoli per i rifugiati «che diventano dei ghetti per gli immigrati ma anche un motivo di tensione» tra abitanti del territorio e stranieri. Lo ha ribadito ieri il presidente della Regione Lazio Renata Polverini, al termine della cabina di regia tra il governo e gli enti locali che si è svolta a Palazzo Chigi sulla questione dell'accoglienza degli immigrati in arrivo dal nordafrica.

La governatrice laziale s'è detta dunque contraria alla possibilità che la nostra regione ospiti gli immigrati in ricoveri di fortuna, tornando piuttosto a proporre «accordi con le congregazioni religiose attraverso l'impegno delle Regioni, dei Comuni e della Protezione Civile, che è fondamentale coinvolgere», nonostante ancora ieri Berlusconi caldeggiasse l'utilizzo delle tendopoli, seppur intese come «soluzione provvisoria». 

La riunione di ieri non ha comunque risolto il nodo dell'accoglienza: tutto rimandato a martedì per affrontare nuovamente il tema dopo l'incontro che si svolgerà lunedì a Tunisi tra il premier Berlusconi, il ministro dell'Interno Roberto Maroni e il governo tunisino.  Bisognerà capire, ha detto la governatrice, «se il Paese vuole applicare l'articolo 20 della legge sull'immigrazione» che «consentirebbe un trattamento paritario per tutti quelli che stanno arrivando»,  e permetterebbe, attraverso i ricongiungimenti familiari «di mandare negli altri Paesi, come in Francia e in Germania, i migranti che transitano per l'Italia», ha spiegato Polverini, secondo cui Berlusconi sarebbe «molto disponibile ad accogliere le nostre osservazioni sull'articolo 20 e sul fatto di spalmare» anche appunto «attraverso le congregazioni religiose».  Il presidente laziale ha infine reso noto che Maroni «non ha confermato» le indiscrezioni che volevano il Lazio pronto ad ospitare mille persone.