Operatori sociali dei campi, 150 lavoratori a rischio

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Erano tutte presenti le cooperative che ieri hanno incontrato il sindaco per scongiurare il pericolo di mettere per strada 150 operatori qualificati sino a poco tempo fa addetti all’assistenza socio educativa nei campi rom di Talone, Gordiani, Candoni, Lombroso e Castel Romano. In questi campi è entrata la Croce Rossa nonostante questi operatori vi abbiano lavorato dal 2007 e nonostante le promesse del sindaco di mantenere le opportunità di lavoro per i dipendenti delle coop. Il Loro ragionamento è che la Croce Rossa si debba occupare degli delle emergenze e degli aspetti sanitari della gestione dei campi, soprattutto in quelli abusivi più soggetti alle patologie dell’emarginazione, lasciando l’assistenza educativa a chi la esercita ormai da tempo e ha saputo relazionarsi positivamente con le comunità rom. Nulla toglie al rispetto dovuto ad una associazione prestigiosa, ma per cedere il passo  le cooperative chiedono quanto meno che per l’affidamento dei servizi venga indetto un regolare bamdo di gara cui tutti possano partecipare.

Va ricordato che sino all’anno scorso i servizi alle cooperative venivano affidati di rinnovo in rinnovo, nonostante la loro richiesta di partecipare d un bando che conferisse  trasparenza ad una operazione di assistenza che comporta dei costi per la collettività. Tanto più che la C.R., sovvenzionata  dai  contributi pubblici potrebbe fornire i suoi servizi gratuitamente, visto che comunque può avvalersi anche dell’impegno di volontari quasi costo zero. Al momento di andare in stampa non ci è ancora noto l’esito dell’incontro sindaco/cooperative, quello che sappiamo per certo è che nessuno, e tanto meno il Comune, è in grado di affrontare i problemi di igiene pubblica che i campi abusivi possono comportare, nemmeno la C.R. Tanto più che l’abusivismo tenderà ad aumentare non solo per i rom, ma per tutti quei disperati che guardano alle sponde del nostro Paese come una salvezza. Ragione di più per mantenere il CARA di Castelnuovo di Porto, già gestito dalla Croce Rossa, come punto di accoglienza per i rifugiati, mentre già in questi giorni vi vede confluire nuclei di nomadi.

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