Il Pd e l\’\”aumento\” dei consiglieri: qualcosa non quadra

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C'è qualcosa che non quadra nell'atteggiamento del Pd capitolino sulla vicenda dell'aumento dei consiglieri e degli assessori per Roma Capitale. Infatti se domenica il segretario romano del Partito democratico, Marco Miccoli, invitava Alemanno a mollare l'osso rinunciando al decreto legge che aumenta gli assessori (senza parlare dei consiglieri), pochi giorni prima Umberto Marroni, capogruppo capitolino dei democratici, faceva sapere che

 «comunque all'epoca del primo decreto su Roma Capitale tutto il Consiglio espresse un parere favorevole sul mantenimento dei 60 consiglieri». Si noti la finezza semantica della frase che parla di 'mantenimento' e non di aumento da 45 a 60 del numero dei consiglieri. Ma ecco che con diabolica astuzia lo stesso Marroni ci spiega ancora che il  numero  «rimarrebbe invariato rispetto alla situazione in essere e in giusta proporzione rispetto alla rappresentanza di una città di 3 milioni di abitanti».

Ovviamente per quanto riguarda invece il numero degli assessori che aumenterebbe da 12 a 15,  per Marroni «siamo alla solita furbizia visto che Roma non va al voto in primavera ma tra due anni e sarebbe almeno opportuno che tale norma venisse rimandata alla prossima consiliatura». A noi pare invece che le furbizie si sprechino da una parte e dall'altra, secondo la logica sotterranea degli interessi politici che sfuggono ai cittadini. 

 

Giuliano Longo

 

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