Nomadi, la Croce Rossa entra nei campi e 150 persone se ne vanno a casa

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Il Dipartimento Affari sociali di Roma Capitale ha comunicato ufficialmente che  la Croce Rossa Italiana è  entrata all’interno dei campi nomadi attrezzati  dove si occuperà della realizzazione e gestione dei presidi socio educativi. Inizialmente due operatori della CRI affiancheranno le cooperative sociali presenti in ciascun campo per consentire un ‘passaggio di consegne’. Dopo di che addio alle cooperative e ai loro 150 operatori attualmente impiegati. Il coinvolgimento della CRI  è disciplinato da un protocollo d’intesa firmato lo scorso 15 dicembre in Campidoglio dal sindaco di Roma Capitale Gianni Alemanno e dal Commissario Straordinario della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca.

I presidi socio educativi, come disciplinati dal Piano nomadi, saranno inizialmente realizzati nei cinque campi autorizzati capitolini (Candoni, Castel Romano, Gordiani, Lombroso e Salone). Il numero degli operatori oscillerà tra i 10 e i 15 in base all’ampiezza del campo e al numero dei residenti, e saranno distinti in mediatori culturali, mediatori linguistici, assistenti sociali, psicologi, educatori professionali, orientatori al lavoro e insegnanti di lingua italiana. Esattamente le stesse mansioni svolte per dieci anni dai 150 operatori delle cooperative. Si presume che sarà notevole il vantaggio economico per le casse capitoline, tanto più che qui ballano i fondi ordinari del comune per la gestione degli insediamenti cittadini che, senza alcun bando pubblico, verranno erogati alla CRI, in convenzione, dal V dipartimento del Comune.

Ma è poi vero che con CRI si risparmierà? Abbiamo voluto svolgere qualche indagine fra i 'perdenti' delle cooperative, che ci hanno dato la loro interpretazione della vicenda, basata sulla ormai annosa vicenda della gestione dei campi. Dai colloqui risulta che il commissario della CRI Francesco Rocca, già proveniente da An e quindi non sconosciuto ad Alemanno, abbia perso l'occasione di aggiudicarsi la gestione del CIE di Ponte Galeria, oggi affidato alla coop Auxilium. Come mai? Per il semplice motivo che la sua offerta risulta del 25% superiore a quella della concorrente Auxilium. Oggi invece Rocca si aggiudica senza bando l'appalto per i campi. 

Un boccone da due milioni, ma con la differenza che utilizzerà i volontari della CRI giusto rimborsati delle spese a scapito dei lavoratori delle coop regolarmente inquadrati. Tuttavia il passaggio da una gestione all'altra era stato deciso da tempo come dimostra il fatto che la gestione coop dei campi passò da rinnovo a rinnovo in attesa di un regolare bando che il prefetto Pecoraro stava per presentare, ma del quale al subentro della CRI non si è avuta più notizia. Probabile che adesso si apra un contenzioso con le cooperative dall'esito quanto meno incerto sulla pelle di questi odiati zingari che comunue costruiscono per qualcuno un buon affare.

 

Giuliano Longo

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