Anche la Polverini nello scandalo affittopoli

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Anche Renata Polverini, Presidente della Regione Lazio, finisce nello scandalo “affittopoli”. Secondo quanto riportato ieri dal sito internet del settimanale l'Espresso, infatti, la governatrice avrebbe abitato per 15 anni, con canone ultra-popolare di circa 130 euro al mese, in una casa Ater in via Bramante, all'Aventinoe, sempre secondo il settimanale,il marito della governatrice, Massimo Cavicchioli, risiederebbe ancora nell'immobile.

Appena due giorni fa, dopo le reiterate accuse del centrodestra alla giunta Veltroni di aver svenduto case ad amici, la governatrice aveva istituito una “commissione ispettiva” sull'Ater per far luce su eventuali abusi e favoritismi nei contratti di affitto e di vendita delle case pubbliche ma, circa 24 ore dopo l'annuncio della linea dura, si è ritrovata sotto accusa lei stessa. 

Non si è fatta attendere la replica proveniente dalla Regione Lazio: "In merito alle presunte notizie apparse sul settimanale L'Espresso è utile anzitutto chiarire che l'appartamento, posto al quarto piano senza ascensore, con una metratura di circa 60 metri quadri, senza balconi, è stato assegnato, nei primi anni del '900, a Cesare Berardi, padre di Pierina Berardi, mamma di Massimo Cavicchioli, consorte della presidente della Regione Lazio, Renata Polverini".

"Sono però sconcertata e preoccupata – ha proseguito la governatrice – per l'attenzione morbosa e maleducata che mi è stata riservata in questa circostanza, visto che nell'articolo si è voluto indicare puntigliosamente non solo l'indirizzo ma anche il numero civico. Mi sembra un accanimento degno di miglior causa e un po' irresponsabile".

Secondo la ricostruzione de l'Espresso, dal settembre del 2004 Renata Polverini abiterebbe, inoltre, in un elegante appartamento a San Saba, acquistato nel 2002 dallo Ior: nove stanze, due box e tre balconi, pagato appena 272 mila euro e, sempre nello stesso stabile, avrebbe poi comprato nel 2004, quando ancora era residente nella casa Ater, un altro appartamento gemello, a 666 mila euro (valore sempre di molto inferiore rispetto ai prezzi di mercato), di proprietà di una società in affari con la Santa sede. 

«Se le notizie riportate dall'Espresso fossero confermate, sarebbero molto gravi – ha commentato Vincenzo Maruccio dell'Italia dei Valori – Ci auguriamo che Renata Polverini faccia chiarezza al più presto».