Chi è Magliocca, il collaboratore del sindaco

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Ennesimo colpo alla già malandata immagine della giunta Alemanno. Ieri Giorgio Magliocca,uno dei membri della segreteria politica del sindaco, è finito in manette con la pesantissima accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo i magistrati, Magliocca, che è primo cittadino del comune campano di Pignataro Maggiore, avrebbe consentito al clan camorristico Ligato-Lubrano di continuare agestire beni che erano stati confiscati e che erano stati dati in gestione proprio al sindaco. In particolare, anzichè destinare una villa e alcuni appezzamenti di terreno a scopi sociali,avrebbe permesso che l'edificio fosse devastato,anche con l'asportazione degli infissi, e che i terreni fossero coltivati in cambio di voti.

Trentasette anni non ancora compiuti, di professione avvocato, militante di An fino allo scioglimento nel Pdl, Magliocca dalle sue parti è considerato un enfant prodige della politica: la prima elezione nel consiglio comunale del suo paesino risale al 1998; due anni dopo siede nel consiglio provinciale di Caserta e nel 2002, a soli 28 anni, conquista la poltrona più alta di Pignataro. Passano tre anni e il potente coordinatore campano di Alleanza Nazionale Mario Landolfi lo chiama al ministero delle Comunicazioni, dove assume il ruolo di consulente giuridico e politico del ministro.

Nel 2009 la telefonata dell'allora capo di gabinetto del Campidoglio Sergio Gallo, che lo vuole nella sua segreteria, e il successivo passaggio, un anno più tardi, alla segreteria politica di Alemanno «con uno stipendio di 62mila euro lordi annui», riferisce lo stesso sindaco. Una carriera fulminante, quella di Giorgio Magliocca. Almeno fino a ieri. 

 

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