A palazzo Valentini mostra sui 150 anni dell\’Unità d\’Italia

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"Abbiamo cercato di celebrare i 150 anni dell'Unita' d'Italia nella forma meno burocratica possibile: la nostra scommessa è far diventare il 150enario un'occasione di riflessione, di approfondimento. In atto ci sono tante iniziative perché non bisogna celebrare mettendosi a posto la coscienza. Ma bisogna utilizzare l'occasione per riscoprire i valori del nostro Paese". Così il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, a margine della presentazione a palazzo Valentini della mostra che ripercorre le principali tappe dei 150 anni dell'Unità d'Italia attraverso 15 pannelli mobili che ripercorrono le principali tappe dei 150 anni dell'Unita' d'Italia, “I giorni di storia”, “I fatti e gli eventi”, “Le idee e i protagonisti” e “Le carte storiche” del Risorgimento.

L'esposizione, inaugurata in presenza di Giuliano Amato, presidente del Comitato dei garanti per le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità, farà il giro di diversi comuni del territorio, a partire da Frascati, venerdì, presso le scuderie Aldobrandini.

Tutti i contenuti finiranno inoltre sul sito web www.150anni-lanostrastoria.it e potranno essere visualizzati, tramite codice Qr, da tutti i cellulari con fotocamera e smartphone con Qr reader.  Sarà anche possibile scaricare un’applicazione per telefonini che, simulando un trivial virtuale, verificherà la preparazione sulla storia del Risorgimento.

"Il 25 novembre – ha ricordato Nicola Zingaretti – con la lezione del professor Amato all'Auditorium, abbiamo aperto un ciclo di lezioni curato dal professor Gentiloni, che ha coinvolto oltre 900 studenti con lezioni tematiche e che ha dato avvio a un concorso tra le scuole per la realizzazione di diversi elaborati, come video, foto e siti internet".  Le quattro scuole vincitrici sono state oggi premiate con un viaggio per 100 studenti a Torino, dal 29 al 31 marzo, sui luoghi del Risorgimento.

Questo, ha concluso Zigaretti, "sembra essere un Paese contro le nuove generazioni che pagheranno in prima persona i disastri compiuti da quelle precedenti e sulle quali non c'e' mai la voglia di investire. La vera cosa che ci deve insegnare il Risorgimento e' tornare a scommettere sui giovani, cioe' aprire il mercato del lavoro, riformare l'universita', investire sulla ricerca, sulla scuola e sulla formazione".