Rifugiati somali, \”Le iene\” e il nervo scoperto di Alemanno

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Chiusa l’ambasciata somala di via dei Villini, teatro, venerdì scorso, di uno stupro di gruppo. Murate tutte le finestre al piano terra e gli ingressi sul retro e sprangato l’ingresso principale. Da fuori il palazzetto ormai in rovina, sembrerà semplicemente chiuso, ma in realtà diventerà impossibile entrare e tornare a occuparlo.  

Intanto Alemanno spiega che si sta procedendo alla chiusura totale e alla messa in sicurezza dell’edificio, in attesa che l’ambasciata somala lo venda o lo ripristini completamente, ma nel corso di un battibecco con i giornalisti de “Le iene” presenti sul posto aggiungeva: «Non è sempre responsabilità del Comune quando succede qualcosa a Roma. Non abbiamo alcun potere sulle ambasciate, qui siamo su territorio somalo. Non si devono raccontare balle e non si deve speculare sulle persone. Al loro interno le ambasciate fanno quello che ritengono e solo con un permesso della Farnesina o della stessa ambasciata noi possiamo intervenire. Se proprio volete prendervela con qualcuno andate alla Farnesina e chiedete perchè ci hanno messo tanto a ottenere questo tipo di autorizzazione». 

Senza volerlo Alemanno disvela così un problema di incomunicabilità con un ministro spesso criticato per la sua evanescenza, nonostante sia un suo collega di partito che non dovrebbe esser venuto meno alla sollecitazioni del sindaco di Roma, sempre che siano sta frequenti e insistenti. E ieri il primo cittadino è intervenuto anche sulla questione ancora drammaticamente aperta dei campi rom.  Alemanno ha riferito di una riunione tenutasi martedì «tra i prefetti commissari per l’emergenza nomadi e il ministro dell’Interno, in cui Maroni ha preso degli impegni chiari che non è compito mio rivelare. Sul ricovero delle persone che vengono sgomberate dagli accampamenti abusivi – ha anticipato il sindaco – ci sono soluzioni innovative che per ora sono di competenza del prefetto e del ministro. Saranno loro anticipa il sindaco – a illustrarle non appena ci sarà la garanzia che si andrà fino in fondo».  

Poi ha aggiunto: «Entro questo fine settimana c’è l’impegno del prefetto, che ho sentito ieri, di darci un luogo dove le persone potranno stare una volta sgomberate dagli accampamenti abusivi. Contiamo di avere entro il fine settimana anche un percorso chiaro per sgomberare quegli accampamenti, su cui tra l’altro non possiamo intervenire fino a che continuerà a piovere»

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