Il Convegno/ Acqua a maggioranza pubblica

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Cosa fare per garantire a tutti l’accesso all’acqua? Quali sono i problemi da affrontare nel nostro Paese? Questi i temi di cui si è discusso ieri a Roma in una iniziativa dedicata al tema dell'acqua, organizzata, in via della Conciliazione, dall'associazione di giornalisti ambientali Greenaccord, con il supporto della Provincia di Roma. «Uno dei più importanti seminari di studio sul tema realizzati in Italia», spiega Antonio Rosati, assessore al Bilancio della Provincia, promotore della giornata. Tra i partecipanti, studiosi, amministratori pubblici, rappresentanti di aziende, comitati, sindaci».

Nonostante l'urgenza, il tema dell'acqua, «non sempre è accolto come una tra le sfide più impegnative che l’umanità è chiamata ad affrontare», ha ricordato il Presidente della Repubblica nel messaggio inviato ai partecipanti. Un problema del quale sarebbe sbagliato disinteressarsi, infatti «per l’accesso all’acqua – ha spiegato il presidente di Greenaccord Alfonso Cauteruccio  nel Sud del mondo si combattono guerre sanguinose». Nella mattinata si è parlato di scenari internazionali, della governance dell'acqua, della sostenibilità, del risparmio e della necessità che l'acqua venga assicurata a tutti. Perché è un bene pubblico «non una merce qualsiasi, ma un bene comune – ha sottolineato Mario Toso, segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace – per questo gli stati non possono demandarne la gestione ai soli privati».

«All'acqua come bene comune» ha fatto riferimento anche il presidente della Provincia Zingaretti che ha parlato della necessità di costruire «un nuovo modello di sviluppo sostenibile proprio a partire da un uso diverso delle risorse del pianeta».  Nel pomeriggio si è parlato dell'Italia, delle liberalizzazioni e del sistema idrico del Paese «che ha bisogno di essere modernizzato», ha detto l'assessore Civita che ha ricordato l'opera di risanamento delle reti idriche della Provincia per cui sono stati investiti 400 milioni di euro. «In generale, dal convegno è emerso che la gestione dell'acqua è un fatto complesso – ha spiegato Rosati nelle conclusioni – che non si risolve  con le privatizzazioni che in questo settore sono difficili». 

Alla fine l'assessore lancia una proposta: quella di creare una grande industria dell'acqua a maggioranza pubblica che garantisca l'universalità del servizio a costi bassi, promossa dai Comuni. Una  società per azione con partecipazione popolare. «La politica non deve scordare che l'acqua è un bene fondamentale.

 

Francesca D'Amico