Federlazio: la regione cresce, ma non abbastanza

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Ieri, presso il caffè' Canova di piazza del Popolo, si è svolto il consueto appuntamento con il Presidente di Federlazio Maurizio Flammini che ha presentato l'indagine congiunturale sulle piccole e medie imprese del Lazio relativa al secondo semestre 2010. "Nel Lazio facciamo meglio che nel resto d'Italia ma non in modo sufficiente per superare la crisi. C'e' più fiducia nel mercato estero che in quello interno. C'e' bisogno di interventi delle istituzioni per rilanciare l'economia e due delle linee da seguire sono le infrastrutture e il credito".

Con queste parole il Presidente Flammini ha aperto la conferenza stampa. Un dato fortemente negativo è rappresentato dalla cassa integrazione che è aumentata del 15,9% nel secondo semestre 2010. In generale l'indagine rileva un peggioramento complessivo del quadro economico e nello specifico nel mondo delle Pmi. La Federlazio ha avanzato alcune proposte a partire dalla soluzione dell'annoso problema del ritardo nei pagamenti alle imprese da parte della pubblica amministrazione. Inoltre, l'indagine ha rilevato la necessità di diminuire la pressione fiscale, di agevolare l'accesso al credito e di predisporre bandi di gara più piccoli e a misura delle piccole imprese.

Anche il rifinanziamento della legge 5/2008 sulla internazionalizzazione delle imprese è una delle richieste avanzate dalle Pmi in un settore dove si registra uno dei pochi dati positivi – export lazio +23%. Rispetto al Piano Casa regionale, giudicato positivamente, il timore è costituito dai possibili ritardi dei comuni nell'attua- zione concreta del provvedimento attraverso le concessioni edilizie. Ma il vero allarme lanciato da Flammini riguarda il tema dei rifiuti, settore nel quale le Pmi del Lazio svolgono un ruolo strategico. Infatti, Federlazio rappresenta il 90% delle imprese private impegnate nello smaltimento dei rifiuti e queste vantano crediti per oltre 250 milioni di euro nei confronti delle amministrazioni comunali del territorio re- gionale.

''Il rischio che corre il Lazio è superiore a quello della Campania se non facciamo qualcosa, se non si realizza un piano rifiuti efficace''- ha affermato Maurizio Flammini, che ha prospettato l'ipotesi ''serrata'' delle discariche regionali qualora non si dovesse risolvere il problema dei ''mancati pagamenti''. Per oggi è previsto un incontro con la regione per cercare di risolvere il nodo rifiuti. Anche i pagamenti alle imprese che operano nel settore della sanità sono in forte ritardo e creano problemi al mantenimento dei servizi negli ospedali del Lazio.

Infine, appare sempre di più necessario un piano strategico di interventi che investa nel- l'assetto infrastrutturale e nella modernizzazione della rete dei servizi, recuperando una direzione di marcia per l'intera economia regionale. L'amministrazione pubblica deve tornare a dare impulso all'economia e la burocrazia spesso rallenta e frena lo sviluppo. In poche parole emerge una critica generale al mondo politico ed una richiesta di collaborazione sul terreno dei problemi concreti delle imprese. Questo in sintesi il messaggio che intende essere raccolto da qualcuno, lanciato ieri da Federlazio.

 

Renato Mariano