Alemanno, media e scricchiolii

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Gianni Alemanno sente qualcosa scricchiolare nel suo rapporto con i media sui quali per tre anni ha fondato la sua immagine e la risonanza dei suoi continui ed altisonanti annunci. A ben vedere, eccetto la cronaca di Repubblica 'istituzionalmente' all'opposizione, ultimamente quelle del Corriere della Sera e soprattutto del Messaggero, non sono state proprio tenere con lui. Nè gli vale gran che il supporto scontato del Tempo, di Libero e del Giornale che coprono un'area di opinione abbastanza limitata.

Dallo stesso suo partito, il PdL , si sono levate tempo fa voci per un ripensamento delle relazioni fra il sindaco e gli organi di informazione che superi il semplice effluvio di comunicati edificanti, ma lavori più in profondità, nelle relazioni ad esempio con i giornalisti, magari ripensando la linea trionfalistica sin qui perseguita. I mezzi interni alla sua amministrazione non gli mancano cero, come d'altronde non mancavano a Veltroni. Infatti dispone di un ufficio stampa di tutto rispetto guidato da Simone Turbolente. Con cinque addetti alla segreteria, quattro redattori. ai quali se ne aggiungono sei per il notiziario della home page del sito istituzionale, più due addetti alla segreteria di redazione, e ancora tre per la redazione Televideo, due per la redazione dell'Evento e un responsabile per le tematiche culturali.

Venticinque professionisti cui dovrebbero essere affiancati i portavoce del gruppo del PdL ed i portavoce dei vari assessori. Una bella macchina da guerra che evidentemente per Gianni Alemanno non gira ancora nel modo giusto, tanto che in questi giorni circola il nome di una professionista, nota nella comunità ebraica ormai molto vicina al sindaco, che dovrebbe affiancare Turbolente nei rapporti con la stampa. Il nome che circola è quello di Ester Mieli, sino ad oggi portavoce del presidente di quella comunità Riccardo Pacifici e giornalista della cronaca di Roma di Libero. Si tratta per ora solo di una voce perché l'interessata stia ancora valutando l'offerta.

Di certo vi  sono le conseguenze  questa operazione che finirebbe per ridimensionare il ruolo Simone Turbolente. Se l'immagine del sindaco si fosse solo logorata per l'incapacità dei suoi collaboratori alla comunicazione potrebbe tirare un respiro di sollievo e cambiarli tutti. Il fatto è che dopo i recenti scandali nemmeno il MinCulPop, ministero della propaganda  ai tempi della buonanima in orbace, potrebbe far risalire le sue quotazioni. 

 

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