Alemanno e Aurigemma pendolari per un giorno

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Botta di propaganda da regime del sindaco  Alemanno, che ieri "biglietto alla mano" (riportano le agenzie) e  accompagnato dall'assessore capitolino ai Trasporti, Antonello Aurigemma, che invece ha "scelto l'abbonamento" (non si capisce perché e se l'ha pagato) ha voluto giocare al  pendolare. Paternamente chino sulle esigenze di chi va a lavoro con i mezzi pubblici e di chi nell'azienda del Tpl ci lavora di "mattina molto presto" (proprio una levataccia a leggere queste agenzie ispirate), da Anagnina con la linea A della Metropolitana fino a San Giovanni e poi a Termini per visitare i cantieri e compiere il percorso pedonale che porta alla linea B, il sindaco è arrivato fino all'Eur dove ha parlato con i macchinisti e i dipendenti che lo aspettavano al deposito.

Non è un incontro una tantum ma, come spiegato da Aurigemma, «saranno diversi appuntamenti in altrettanti cantieri e stazioni del trasporto pubblico», perchè «vogliamo capire fino in fondo come mettere in moto una vera e propria rivoluzione sul trasporto pubblico locale che possa portare a servizi più efficienti e a un' azienda senza ombre». V'è da sperare che queste 'rivoluzionarie' visite pastorali non avvengano con i mezzi pubblici, altrimenti,  data la loro scarsa frequenza, il sovraffollamento e l'imbottigliamento nel traffico cittadino dei mezzi pubblici, Sindaco ed assessore rischieranno di perdere giornate intere a scapito dei loro doveri istituzionali.

Ma la demagogia della destra non ha limiti,  dopo aver lasciato che Atac venisse squassata da 'parentopoli', il sindaco ha detto che «bisogna dare una scossa all' Atac (un'altra?). Serve più personale che stia in prima linea e meno amministrativi». Scoperta tardiva dopo quai tre anni, che dovrebbe venir medicata dall'arrivo del piano industriale.  Per i passeggeri infine un messaggio epocale del primo cittadino  «C'è in atto una grande trasformazione e quando si trasforma ci sono mesi di cantieri e difficoltà. Anche l'Atac è in trasformazione perchè vogliamo fare in modo che cambi volto nei prossimi mesi». Non gradisce lo show il consigliere capitolino del PD Massimiliano Valeriani il quale rimane stupito da questo tour estemporaneo e aggiunge «Fosse stato da solo, al neo assessore nessuno avrebbe potuto contestare la bontà dell'iniziativa, anche perché deve capire l'entità del disastro ereditato, ma andarci insieme al sindaco è grottesco. Ascoltare i lavoratori e gli utenti per conoscere ciò che non va del trasporto è da film comico.

Oggi ci troviamo di fronte a un disastro, proprio a causa delle scelte del sindaco Alemanno, che ha nominato Marchi, Bertucci e Grappelli».  Valeriani fa in seguito notare che tra il deficit dell'Atac, che oscilla tra i 120 e i 150 milioni di euro, e i crediti da parte della Regionemessi non incassati per 200 milioni, l'azienda e' tecnicamente fallita, "colpita da Parentopoli e Appaltopoli." I dati per il consigliere del PD sono chiari "il servizio e' crollato nella quantita', tant'e' che dopo tre lustri non si e' rispettato il contratto di servizio e il 2010 che si concludera' con una diminuzione di 3 o 4 milioni di chilometri resi in meno alla citta'".

Adesso, aggiunge, un nuovo amministratore delegato presentera' con due anni di ritardo un piano industriale "inevitabilmente zeppo di ipotesi complicatissime da realizzare". Compresa quella privatizzazione annunciata dal sindaco che rappresenta "una sfida alla citta' e ai lavoratori. Soprattutto "dopo il dissesto di cui e' responsabile. Il trasporto- conclude Valeriani- e' lo specchio del fallimento di Alemanno e non bastera' un giretto o un videomessaggio a farlo dimenticare ai romani".