Sindacati uniti: dare una scossa alla Regione in crisi

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"Cronaca di una crisi non ancora finita" recitava la presentazione durante la conferenza stampa unitaria tenuta ieri a Roma presso il centro congressi Cavour dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil del Lazio, Claudio Di Berardino, Franco Simeoni e Luigi Scardaone. Ma quello che precisava poi era: "potendo fare qualcosa la giunta Polverini non lo fa". Anche per questo motivo sono tornati assieme, per confrontarsi sui temi più delicati che interessano il Lazio e la sua economia in agonia.

Ma quella che è stata una sorta di "tregua armata" che durava da quasi tre anni e tutt'oggi resiste a livello nazionale dopo le firme separate sugli accordi con il governo e la Fiat da parte di Cisl e Uil, da oggi potrebbe ridare il fiato a un cammino sindacale condiviso. Un'occasione per mettere fine a questa "pace dei sensi" in una regione dove con il centrosinistra al governo il Pil è passato da 134,7 miliardi di euro nel 2005 a 139,9 nel 2007 (+3,8%); e a 134,7 miliardi di euro nel 2009, con la giunta Polverini, azzerando, di fatto, i guadagni precedenti. Una regione sempre più povera, dove la pressione fiscale è al primo posto in Italia, con un'addizionale Irpef che nel 2011 è aumentata dello 0,3% e arrivata ormai all'1,7% su media regionale, con un ulteriore esborso di 348 euro di media a persona.

Si è fatto un focus sullo stato delle crisi aziendali che hanno portato a una drastica riduzione dei livelli occupazionali. In totale gli iscritti nelle liste di mobilità sono cresciuti dal 2007 al 2010 di circa il 15% e l'uso degli ammortizzatori sociali, come la cassa integrazione sta diventando di fatto un "abuso", con un incremento di ore autorizzate che nel 2009 erano in totale di circa 6,4 milioni, passati a 8,8 nel 2010. Poco o nulla per il welfare: famiglie bisognose sotto sfratto e, per i giovani, abbattimento di più del 50% delle spese regionali per la formazione e l'istruzione. Dimezzata la spesa per il trasporto regionale dal 2008 al 2011.

Si è parlato pure di rifiuti. Male la raccolta differenziata dove, mentre la media del Paese è del 30,6% (dati 2008) con una cre- scita di 3,5 punti in tre anni, nel Lazio è migliorata solo di 2,6 punti, attestandosi al 12, 9. Che significa maggiori discariche in assenza di un migliore uso dei termovalorizzatori. Questa conferenza unitaria ha sancito pure che "uniti si può fare di più", specie dopo le difficoltà incontrate da Cgil, Cisl e Uil, nelle relazioni sindacali con la giunta Polverini.