Marina di Nettuno a rischio fallimento

0
25

 Il porto di Nettuno non conosce pace. Negli ultimi mesi è accaduto di tutto, dall’ecomostro che ha suscitato le veementi proteste degli ambientalisti, al sequestro del cantiere per i lavori di ampliamento. Come se non bastasse sono arrivate le dimissioni dell’ex amministratore delegato Valente e adesso, dulcis in fundo, lo spettro fallimento. Ad Anzio si suppone che gli amministratori stiano prendendo nota di cosa significa gestire un porto turistico, auspicando che l’esempio di Nettuno non venga ripercorso. Secondo le ultime indiscrezioni il “Marina” correrebbe persino il rischio della bancarotta, questo perché all’inizio del prossimo anno gli amministratori e i soci dovranno versare nelle casse dell’Antares Group (la società che ha svolto i lavori) la bellezza di trecentomila euro, prima di dodici rate, per una cifra complessiva che supera i tre milioni e mezzo di euro. D’altronde il nuovo amministratore delegato Umberto Pineschi non può certo compiere miracoli, in virtù di un accordo che risale alla passata gestione. Allo stato attuale nelle casse del “Marina” mancherebbe circa un milione di euro, con un rischio concreto all’orizzonte di dover dichiarare fallimento, che tradotto in termini pratici significherebbe vendita di tutti i beni per regolare i conti con la società creditrice. Al momento le casse del Marina non possono contare neanche sugli introiti dell’ordinaria amministrazione, perché numerosi soci non hanno più regolato neanche le spese di routine. Gli stessi, però, vogliono vederci chiaro in questa storia, in quanto nessuno riesce a comprendere il perché di questa cifra spropositata da versare nelle casse dell’Antares Group. A questo punto non è da escludere una forma di protesta da parte di molti soci e soprattutto il tentativo di affidarsi ad una società di consulenza per avere un quadro più nitido sui conti reali. Qualcosa si sta muovendo, anche perché in ballo ci sono interessi e attività commerciali, che in caso di fallimento potrebbero naufragare miseramente. Sarebbe il de profundis di un porto dalla storia quanto mai tormentata.

                                                                                                 Marcello Bartoli