Gran Prix Roma: adesso Alemanno deve uscire dal silenzio

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 Trenta domande da rivolgere all\’Amministrazione comunale per chiedere chiarezza riguardo a un progetto, quello del Gran Premio di Formula 1 all\’Eur, sul quale la nebbia resta ancora fitta nonostante annunci magniloquenti e tempi (previsti) di realizzazione strettissimi. Trenta domande per bucare il muro di gomma alzato dal sindaco Alemanno per difendere con le unghie e con i denti il sogno a colori del motor circus all\’amatriciana. Sono quelle messe a punto dal Comitato salute e ambiente del Municipio XII e dal Consiglio di quartiere dell\’Eur, e consegnate ieri nel corso della Commissione comunale Trasparenza al delegato del sindaco allo sport Alessandro Cochi. Terreni, cubature, trasporti, logistica, infrastrutture, finanziamenti e – soprattutto – strategie politiche che stanno dietro il lancio del Grand Prix della Capitale sono le questione avanzate dai comitati e alle quali il Campidoglio dovrà dare delle risposte. Nel frattempo però i dubbi aumentano e non c\’è neppure uno straccio di programma ufficiale, un documento, pur anche ufficioso, qualsiasi cosa insomma che spieghi o tenti almeno di farlo, cosa diavolo accadrà entro l\’agosto del 2013 in quello che doveva essere il "quartiere romano dell\’esposizione" e che rischia invece di trasformarsi per quindici, venti giorni all\’anno, nel centro di un chiassoso evento mediatico e sportivo da far impallidire, quanto a impatto sociale, qualsiasi altra manifestazione politica, religiosa o sindacale. Il delegato Cochi promette che entro dicembre o «al massimo gennaio», ci sarà un accordo di programma partecipato anche dai comitati, ma calendario alla mano pare una corsa contro il tempo. «A ottobre 2009 il progetto illustrato da Flammini prevedeva impianti mobili e una presenza di pubblico non superiore ai 70 mila spettatori. Ora invece viene fuori che il Grand Prix sarà "pagato" dal Comune con la concessione di cubature compensative di edilizia residenziale. Qualcosa non torna», dice Lattanzi, rappresentante del Comitato salute e ambiente, considerando che «l\’Amministrazione sta già vendendo il Gran Premio di Formula 1 e Roma Formula Futuro (49 eventi spalmati nell\’intero anno da realizzarsi nella capitale, ndr) all\’Expo di Shanghai e in altri circuiti del turismo internazionale». I comitati sono preoccupati in particolare per le conseguenze che la gara automobilistica avrebbe su viabilità, inquinamento acustico e atmosferico. «I motori resteranno accesi per 25 ore perché non c\’è soltanto la F1 ma anche le altre gare» spiega Tamburrino del Consiglio di Quartiere dell\’Eur. «Sarà un disastro». «Qui nessuno dice no al Gran Premio di Roma», puntualizza il presidente Massimiliano Valeriani, «chiediamo solo che venga realizzato a Vallelunga e non all\’Eur». Una proposta condivisa anche dal consigliere comunale del Pdl Pasquale De Luca, presente ieri in commissione. «L’impatto di una gara di Formula Uno all’Eur, secondo il piano del Comune – è il ragionamento dei due – sarebbe insostenibile dal punto di vista ambientale non solo per l’Eur, ma anche per i quartieri di Maglina, Marconi, Trullo, Laurentino e tutto il quadrante sud-ovest di Roma».


                                                                                        Christian Poccia