Marino, domenica è tempo di primarie: quattro candidati in corsa

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 Quattro nomi, quattro personaggi, quattro modi di fare politica. Domenica a Marino sarà tempo di primarie per scegliere il timoniere del centrosinistra per le amministrative della prossima primavera. Per l\’occasione “Cinque Giorni” ha riunito i 4 candidati per compararne idee e progetti. Ecco chi sono: Giuseppe Cardente, detto Pino, sposato con figlia e mezzosecolo appena passato; Emanuele Ciamberlano, anch\’egli sposato con prole, funzionario regionale e laureato in scienze politiche; Ugo Onorati, moglie e due figli a carico, già sindaco di Marino e storico del territorio; Quirino Trinca, sposato con figlia, architetto e insegnante per hobby di diritto. A loro abbiamo rivolto domande su tematiche scottanti: dalla vita politica ai punti programmatici, dalle esigenze collettive all\’operato del sindaco Palozzi, chiedendo loro in primis il motivo della loro candidatura. C\’è chi come Ciamberlano è stato chiamato dal proprio partito, il Pd, come simbolo di rinnovamento politico che punti su una candidatura giovane, o chi, come Onorati, vuole riannodare quel filo progettuale interrotto violentemente nel 2005 «ma che porta in seno speranze e premesse per il bene della città». Altri come Cardente, invece, sono scesi in campo per difendere «specificità come le frazioni, che altrimenti non sarebbero state rappresentate», al contrario di Trinca, socialista doc, tirato in causa come personaggio innovativo e pulito. Ma quali sono le necessità di cui Marino ha bisogno? Per Onorati «serve una semplificazione della politica, che scenda da palazzo e torni a parlare di nuovo con la gente. Bisogna coinvolgere la comunità nella partecipazione attiva con consultazioni referendarie e la valorizzazione dei comitati di quartiere». Per Ciamberlano quello che manca «è alzare il tasso politico andando oltre i personalismi, e agendo così su una base programmatica comune. È necessario riportare quell\’uguaglianza sociale che Palozzi ha disperso a favore di pochi». Secondo Trinca urge «una nuova partecipazione collettiva e un ricambio politico di tutto il Consiglio comunale, composto da personaggi inadeguati». Cardente, infine, sostiene che «tra le tante linee strategiche serve riprendere un sano rapporto di fiducia reciproca fra cittadini, istituzioni e politica». In sostanza sono tutti d\’accordo sulla necessità di combattere una crisi di valori e idee per riavvicinare la comunità alle istituzioni. Poi si potrà ripartire con le riforme e sul tema sono tutti in linea: innanzitutto l\’urbanistica, garantire uno sviluppo sostenibile e strumenti tecnico-legali che salvaguardino equamente costruttori e soprattutto cittadini. Ultime considerazioni sulla figura di Palozzi. Ciamberlano: «Un compagno di scuola che ha fallito politicamente». Onorati: «Un vecchio modo di fare politica, logoro e inutile». Trinca: «Mi dispiace, ma Adriano Palozzi mai più». Cardente: «Un\’esperienza da non ripetere».

                                                                                                               Marco Montini