La Valle dell’Aniene in protesta contro Polverini

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 Mobilitazione cittadina stamattina a Monterotondo per salvare l’ospedale Santissimo Gonfalone dalla annunciata riconversione in presidio territoriale. Sorte che dal gennaio 2011 il nosocomio eretino, si appresta a condividere con altrettante strutture della provincia di Roma. «Una decisione sbagliata – ha detto il sindaco di Monterotondo Mauro Alessandri –  basata su dati errati  perché lascerà un bacino d’utenza di almeno 150mila abitanti senza un presidio sanitario in grado di rispondere alle esigenze e alle emergenze».  Oggi la chiamata a raccolta, organizzata dal Pd eretino, è per le 11 davanti all’ospedale (lato passeggiata).  Insieme ad Alessandri  e ai sindaci dell’area ci saranno anche il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Esterino Montino, Carlo Lucherini e altri consiglieri regionali. A difesa degli ospedali del territorio si sono alzati scudi anche in altre cittadine dell’area. Un sit in di protesta è scattato domenica mattina davanti all’ospedale di Palombara dove una folla si è posizionata con tenda e banchetti. «Lotteremo con tutte le nostre forze – hanno detto i manifestanti – vogliamo riprenderci l’ospedale». 

Più di mille persone invece  sono scese in piazza sabato a Subiaco per manifestare contro il piano regionale che, secondo i sindacati, anche  all’Angelucci «taglierebbe 80 posti letto per lasciare un micro ospedale con soli 8 letti in medicina e un punto di primo intervento con due posti di osservazione breve». Una sorta di marcia di protesta arrivata dopo il blocco dell’autostrada. Solo l’inizio di una lunga battaglia, annunciano dal Comune sublacense,  che insieme ad altri sindaci ha già chiesto un incontro urgente al Prefetto di Roma.  In programma  anche l’ipotesi di un ricorso al Tar.  E dalla presidente Polverini è arrivato  l’annuncio di un faccia a faccia con i cittadini ai quali spiegherà che «a Subiaco, come negli altri ospedali  non si taglieranno servizi ma si aumenterà il livello di appropriatezza e di sicurezza, i dati sugli accessi ai servizi dell’Angelucci dimostrano che l’attuale struttura non risponde alle reali esigenze delle persone. Inoltre – hanno precisato dalla Regione – l’ospedale sarà dotato di una elisuperficie che in 15 minuti assicurerà il trasporto in una struttura specialistica per il trattamento delle patologie gravi».  Dichiarazioni subito respinte dal movimento civico Cambiamo Subiaco: « Il numero degli accessi (meno di 25mila annui negli ultimi 5 anni e 11.001 nel 2009) e la percentuale di questi (16,8) che ha esitato in ricovero di reparto di degenza,  non costituiscono dati rappresentativi delle reali dinamiche. Gli utenti sono stati difatti disincentivati ad usufruire delle prestazioni del presidio a causa della mancanza di personale specialistico e delle strutture tecniche rispetto a quanto previsto dagli atti aziendali. Le partorienti che arrivano in pronto soccorso, seppur in condizioni emergenziali, sono costrette a rivolgersi ad altri presidi, invitate non raramente dallo stesso primario del reparto di ostetricia. E’ inammissibile –  hanno incalzato dal movimento – che per redigere un piano sanitario regionale si faccia affidamento sui dati di un unico anno solare (2009). Aspettiamo dunque, come preannunciato dalla presidente della Regione, che venga a Subiaco a spiegare la ratio della sua riorganizzazione e confermiamo la nostra netta contrarietà al piano». 

Cori di no e mobilitazioni cittadine che non vanno ignorati secondo il vicepresidente del Consiglio regionale Bruno Astorre : «Anche la protesta di quindici sindaci della Valle dell\’Aniene  è ascrivibile al “terrorismo psicologico” di cui il Presidente Polverini accusa le opposizioni?. – dice –  se quindici primi cittadini, insieme a 500 abitanti, scendono in piazza a protestare contro il taglio dei posti letto all\’ospedale di Subiaco, vanno ascoltati. È vero che nel nuovo piano sanitario non è prevista la chiusura del nosocomio, ma il forte ridimensionamento cui sarà sottoposto equivale di fatto a una cancellazione. La Valle dell\’Aniene non può restare sguarnita di assistenza sanitaria». 

Criteri politici sarebbero stati invece usati per tagliare gli ospedali  di Monterotondo, Subiaco e Bracciano secondo il consigliere regionale del Pd Carlo Lucherini : «Valutazioni – ha detto – che non sono state fatte nel segno dell’efficienza e dell’opportunità , nel caso dei pronto soccorso  ad esempio sono stati osservati gli accessi  negli ultimi cinque anni declassando quelli che non sono arrivati a 25mila all’anno. Chiudendo Monterotondo, Subiaco e Bracciano,  si lascia mezza provincia, da Tivoli a Civitavecchia, senza assistenza per le emergenze. Quello della Polverini – ha concluso Lucherini – è un piano disastroso che va subito ritirato. Non si può intervenire con tagli indiscriminati falcidiando la sanità della provincia di Roma che già soffriva di un deficit di posti letto persino rispetto ai limiti minimi stabiliti». 


Adriana Aniballi