Monterotondo, apprensione per il futuro del SS Gonfalone

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 Chiusura del Santissimo Gonfalone. Se ne discuterà oggi  a mezzogiorno  in sede di Consiglio comunale. Una seduta  convocata in via straordinaria dopo avere appreso la notizia del possibile taglio del nosocomio eretino.  Una sorta di mobilitazione generale alla quale il sindaco Mauro Alessandri  ha invitato tutti a partecipare.“Muoviamoci in massa“ ha detto Alessandri ieri in un videomessaggio diffuso via internet, per scongiurare la possibile chiusura del nosocomio eretino. “Rumors” li ha chiamati il primo cittadino appena appresa la notizia. Indiscrezioni trapelate in anticipo sulla tabella di marcia, ovvero prima della presentazione  del nuovo piano sanitario della Regione Lazio targato Renata Polverini. Proprio con la governatrice del Lazio il sindaco di Monterotondo ha avuto un confronto l’altro pomeriggio, un  “franco colloquio telefonico – ha detto Alessandri – in cui è stata sostanzialmente smentita la notizia, almeno nella particolarità più catastrofiche come la chiusura delle degenze. Le sue parole anche se ufficiose – ha continuato il sindaco eretino –  hanno per me valore istituzionale e del resto non ho motivo per dubitare che l’amministrazione regionale non abbia presente la centralità del Santissimo Gonfalone e la sua importanza per un territorio che va ben oltre i confini di Monterotondo. Aspettiamo però che tale presa di posizione ufficiosa non sia smentita da atti concreti di segno opposto”. E una certa apprensione nonostante le rassicurazioni arrivate dalla Pisana ha continuato a serpeggiare nella città eretina, dove già ieri l’agitazione era palpabile. Così per oggi, come già annunciato dal primo cittadino via web, a partecipare all’assise sono chiamate tutte le forze politiche e sociali del territorio, una “mobilitazione – spiega Alessandri – nella quale non devono trovare spazio “campanilismi e frenesie di visibilità politica, ma soltanto “l’impegno condiviso per tutelare l’ospedale e la sua insostituibile funzione di risposta alle esigenze e alle emergenze sanitarie di un territorio enorme, che comprende periferie romane, comuni tiberini e nomentani e parte della provincia di Rieti”. Insieme alla seduta di Consiglio comunale in programma anche un confronto con tutti i sindaci del quadrante tiberina-salaria-nomentana e il presidente del IV Municipio. Un  vertice finalizzato a verificare la disponibilità alla sottoscrizione di un documento comune da sottoporre alle rispettive assemblee consiliari e da inviare, successivamente, alla presidente Polverini, alla Giunta e al Consiglio regionale. Un appello il sindaco lo ha rivolto anche ai tre consiglieri regionali eletti nel territorio, gli onorevoli Buonasorte, Lucherini e Rossodivita, a conoscenza anch’essi delle indiscrezioni secondo le quali l’Amministrazione regionale avrebbe ipotizzato un pressoché completo azzeramento dei posti letto del SS Gonfalone e, quindi, una sostanziale chiusura dell’ospedale eretino. Polemiche e preoccupazione sono state espresse a caldo anche dai cittadini “non solo pare tramontata l’ipotesi apertura di un nuovo polo ospedaliero allo Scalo – dicono – adesso anche la chiusura dell’unica struttura sanitaria dell’area”.

 

                                                                                                                                                                                                                  Adriana Anniballi