Subiaco, nuova protesta contro la chiusura dell’ospedale

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 Mobilitazione di massa contro la chiusura degli ospedali del territorio. Mentre proseguono le iniziative a sostegno  dell’Angelucci di Subiaco,  per il quale la Cgil-Cdlt del comprensorio Pomezia Castelli Colleferro Subiaco e la Fp Cgil, hanno annunciato una manifestazione cittadina per questo sabato, a Palombara Sabina residenti e istituzioni locali si preparano domenica 3 ottobre al presidio fisso, con tanto di tenda,  davanti al San Salvatore in segno di protesta contro  la riconversione del nosocomio in Casa della Salute. Non si placano le iniziative in difesa degli ospedali dell’area, destinati  ad essere ridimensionati. “Una trasformazione che ha  il sapore di una vera e propria chiusura”, lamentano gli abitanti, che hanno deciso di scendere in piazza per  “difendere il  loro diritto alla salute”. “La manifestazione nel centro di Subiaco è promossa da tutti i sindacati, i cittadini, i sindaci dell\’area interessata – dicono dalla Cgil-Cdlt – le proteste sulla A24, dettate anche dalla estrema preoccupazioni di cittadini, lavoratori e amministratori locali, hanno portato al centro dell\’attenzione la questione dell\’ospedale di Subiaco, la cui chiusura o riduzione a presidio territoriale di prossimità non può essere accettata – ha affermato Giuseppe Cappucci, segretario generale della Cgil-Cdlt Pomezia-Castelli-Colleferro-Subiaco – auspichiamo a questo punto massima attenzione da parte della presidente Polverini e della sua Giunta, ricordandole magari di convocare anche i sindacati per discutere, o rassicurarci, sul futuro del nosocomio sublacense”. Tutto pronto anche per la mobilitazione cittadina a Palombara Sabina. Domenica, residenti e rappresentanti delle Istituzioni locali dalle 9 del mattino saranno in presidio fisso davanti al Santissimo Salvatore, “ospedale in lenta agonia – dicono – che non deve chiudere”  e per la cui difesa è nato in questi mesi un comitato spontaneo  di cittadini, sono loro che guideranno la manifestazione che prenderà il via domenica, saranno in presidio permanente davanti all’ospedale e si daranno il turno per 24 ore al giorno fino a quando non avranno risposte concrete dalla Regione Lazio.