Fiumicino: vita dura per i pescatori col nuovo Regolamento comunitario

0
55

 Vita dura per i pescatori di Fiumicino. Il Regolamento Mediterraneo, in vigore dallo scorso primo giugno, sta mettendo in crisi la categoria che ha perso un terzo del pescato giornaliero. Da quattro mesi a questa parte, stando alla nuova normativa europea, le grandi imbarcazioni a strascico sono obbligate a usare reti a maglia da 50 millimetri e a rigettare in acqua i pesci di piccolo taglio. Vietato prendere, ad esempio, triglie più piccole di 11 centimetri e merluzzi minori di 20. Tutti prodotti ittici utilizzati fino alla fine di maggio scorso per la frittura di paranza e che ora non potranno più essere pescati. Ferma la posizione del presidente della cooperativa di Fiumicino “La pesca romana”, Gennaro Del Prete, anche vicepresidente dell’associazione “Marinerie d’ Italia e d’Europa”: «Bisogna cambiare questa situazione nel più breve tempo possibile», ha detto. «Queste regole stanno facendo espandere il mercato dei surgelati, più che agevolare la pesca italiana». Da quando è entrata in vigore la normativa, i pescherecci di Fiumicino hanno registrato un calo anche del 30% del pescato giornaliero. «La situazione è drammatica», ha aggiunto Del Prete. «Non si possono fare regole per il nostro mare senza conoscere pienamente com’è fatto. Noi siamo obbligati a obbedire, per non ricorrere in multe anche da 20mila euro». Nel comune costiero sono 60 le grandi imbarcazioni a strascico: una metà accoglie quattro lupi di mare, mentre la restante uno solo. Nel complesso sono circa 150 i pescatori a Fiumicino, ai quali vanno aggiunti gli operatori che lavorano nelle cooperative. Attualmente tutte le imbarcazioni del Lazio sono a riposo per il fermo biologico. Anche i pescherecci di Fiumicino lo sono, e prima di tornare in mare dovranno attendere il primo ottobre. 


                                                                                                         Giulia Bianconi