Tivoli, sequestrati 27 kg di cocaina

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  Dal Sudamerica fino alla Capitale nascosta in legnami pregiati. Da Tor Sapienza fino a Guidonia passando per i Castelli Romani. Si tratta di ventisette chili di cocaina purissima sequestrata dai carabinieri della Compagnia di Tivoli a una vera e propria organizzazione criminale ben radicata a Roma e provincia. Lo spaccio, oltre che nell’area tiburtina si estendeva anche nella zona dei Castelli, in gran parte della Capitale e in particolare nel quartiere di Tor Sapienza nel V Municipio. Ville di lusso con tanto di piscina e auto di grossa cilindrata: un traffico che fruttava bene a un gruppo di “insospettabili” tutti incensurati e con un alto tenore di vita: R.D., e F.D., di 66 e 40 ani, padre e figlio titolari di una grande impresa di falegnameria che distribuisce prodotti artigianali in tutta la penisola, A.M., e L.M., di 59 e 61 anni, quest’ultimo imprenditore dei Castelli Romani e ristoratore tiburtino per gli altri, grossista e intermediario per l’organizzazione criminale. Il blitz degli uomini dell’Arma, diretti dal capitano Emanuela Rocca, è scattato all’alba di ieri al termine di una complessa attività diretta dalla Dda di Roma attraverso la quale sono riusciti a risalire alle modalità di importazione dello stupefacente. La cocaina veniva introdotta nel territorio italiano nascosta tra i legnami pregiati provenienti dal Guatemala, Stato nel quale padre e figlio gestivano anche un\’impresa di import-export con alle dipendenze cinquanta operai del luogo. L’indagine è partita lo scorso  febbraio con l\’arresto di due dei principali acquirenti all\’ingrosso della sostanza stupefacente e il sequestro di 7,5 kg di cocaina, allora nascosti nel condotto di areazione di un garage condominiale nel quartiere di Tor Sapienza. All’epoca furono arrestati anche due pusher che approvvigionavano il mercato di Tivoli  e di Guidonia Montecelio. Venerdì sono stati registrati tre incontri nel giro di poche ore tra i membri dell’organizzazione, il tutto per concordare l\’immissione sulla piazza dell\’ultima parte del carico di droga. Grazie al ricavato dell\’intermediazione, infatti, i due imprenditori sarebbero stati in grado di organizzare una nuova importazione. Dopo aver bloccato nei pressi del casello autostradale di Castel Madama il 59enne dei Castelli, in possesso dei primi 2 kg di cocaina, e avuta la conferma che lo stoccaggio della droga avvenisse all’interno della falegnameria, i carabinieri hanno deciso entrare in azione. Nel corso dell’irruzione i militari hanno scoperto, in un doppio fondo ricavato nei contenitori di legname nascosti in tubi di lamiera rivestiti da carta carbone copiativa che impedisce il rilevamento allo scanner della dogana, 25 kg di cocaina purissima che avrebbero fruttato alle casse dell’organizzazione più di 2 milioni di euro.  Nascosti in alcuni manici di scopa, invece, sono stati trovati 80mila euro in contanti, arrotolati in mazzette da 10mila ognuna, ritenuti quale minima parte dei proventi ricavati dall\’illecita attività. La droga e il denaro sono stati sequestrati. I quattro arrestati, dopo il blitz dei carabinieri, sono stati associati al carcere di Rebibbia, dove rimarranno a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per rispondere alle accuse di associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

 

                                                                                                      Adriana Aniballi